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TUTTE LE BUGIE SUL LATTE |
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IL LATTE E' UN ALIMENTO COMPLETO? Il latte è privo di numerosi nutrienti indispensabili per l’organismo umano (p.e. la vitamina c e il ferro)
Si sente spesso ripetere il luogo comune secondo cui il latte sarebbe un alimento “completo” o addirittura indispensabile, sebbene questa sia una affermazione del tutto priva di basi scientifiche. Il latte è privo di numerosi nutrienti indispensabili per l’organismo umano (p.e. la vitamina C e il ferro) e contiene sostanze sconsigliabili in una corretta alimentazione. Volendo rimanere obiettivi non si può dire né che il latte di vacca sia necessario, né che sia da demonizzare come un veleno da evitare assolutamente. Lungi dall’essere indispensabile il latte è un alimento che tuttavia contiene alcuni nutrienti indubbiamente utili, ma che può avere anche effetti dannosi sulla nostra salute. Vediamo il perché. Il latte contiene principalmente i seguenti nutrienti potenzialmente utili in una dieta vegan: Calcio: è presente anche nei vegetali in quantità adeguate, se la dieta è correttamente bilanciata. Inoltre in una dieta vegan il fabbisogno di calcio è probabilmente minore che nelle diete che contengono proteine animali (vedi domanda n.2). Vitamina D: essa è prodotta in quantità adeguata dalla pelle, se l’esposizione al sole è sufficiente (vedi domanda n.5). A proposito di questa vitamina bisogna dire che essa è contenuta in quantità modeste nel latte (circa 0.1 mcg per 100 ml (11) a fronte di una RDA di 2,5 mcg) che certamente non potrebbe essere considerato una fonte sufficiente di vitamina D in assenza di una adeguata esposizione alla luce solare. Inoltre essa sarebbe praticamente assente nel latte di vacca se non venisse aggiunta (in forma sintetica o estratta da altre fonti animali) ai mangimi dati ai bovini che di conseguenza producono latte contenente questa vitamina (11). Di conseguenza un latte vegetale addizionato con vitamina D non ha nulla di meno “naturale” del latte vaccino. Vitamina B12: è generalmente assente in una dieta vegan, ma può essere facilmente integrata con supplementi o prodotti fortificati (vedi domanda n.5). Alcune marche di latte contengono molti altri nutrienti addizionati (p.e. gli acidi grassi della serie Omega-3), ma lo stesso vale o potrebbe valere per il di latte di soia arricchito o altri prodotti vegetali arricchiti. Il latte, tuttavia, contiene anche: Lipidi: molti dei grassi del latte sono saturi e, a meno che il latte non sia scremato, il contenuto lipidico è elevato; Lattosio: è causa di problemi gastrointestinali per intolleranti e allergici; Colesterolo: l’ipercolesterolemia è una delle principali cause di patologie cardiovascolari. Sebbene il colesterolo introdotto con la dieta abbia una minore importanza nell’insorgenza dell’ipercolesterolemia rispetto al consumo di grassi saturi, la quantità di colesterolo presente nel latte è comunque potenzialmente dannosa per la salute; Proteine animali: aumentano l'escrezione di calcio con le urine (8,9) riducendo o annullando gli eventuali vantaggi di un'elevata assunzione di calcio (vedi domanda n.2). Non va inoltre dimenticato che: 1 sebbene non sia ancora definitivamente dimostrata, la tesi che il consumo di latte bovino nell’infanzia aumenti la probabilità di contrarre il diabete insulino-dipendente è confermata da diversi studi clinici (1-3); 2 come tutti i prodotti animali, il latte contiene una quantità di inquinanti chimici (soprattutto pesticidi, diossina e PCB) decisamente superiore ai prodotti vegetali, dato che gli animali, come degli "accumulatori biologici", concentrano gli inquinanti che assumono nei loro tessuti e quindi anche nel latte (4); 3 numerosi studi epidemiologici rilevano una chiara correlazione positiva tra il consumo di latticini e il cancro alla prostata, una delle più importati cause di morte per tumore nella popolazione maschile (16-20); 4 per quanto riguarda la prevenzione dell’osteoporosi, nonostante quello che viene generalmente creduto, i latticini non hanno un effetto protettivo dimostrato e diversi studi epidemiologici evidenziano che nei paesi in cui il consumo di latticini è maggiore è maggiore anche l’incidenza di osteoporosi (5-7,12-14) e delle fratture ossee correlate. Ciò può essere detto a maggior ragione per i formaggi, che, oltre ad essere più ricchi di grassi saturi e colesterolo del latte, essi contengono spesso molto sodio, minerale che aumenta l’escrezione di calcio tramite le urine. Non per nulla una recente analisi di tutti gli studi ad oggi pubblicati sul rapporto tra il consumo di latticini e l’incidenza di osteoporosi (10) ha rilevato che nella maggior parte (il 59%) delle pubblicazioni con risultati statisticamente significativi, il consumo di latticini non ha effetti protettivi nei confronti di questa patologia e il 14% ha rilevato che i latticini aumenterebbero addirittura l’incidenza di osteoporosi. Solo per il 29% degli studi il latte e i suoi derivati avrebbe un effetto protettivo. L'abitudine invece di gran lunga più efficace nella prevenzione dell'osteoporosi (e di molte altre patologie) è, quella di praticare regolarmente attività fisica. Probabilmente alcuni latticini possono essere preferibili dal punto di vista nutrizionale. Il latte scremato contiene meno grassi saturi e lo yogurt contiene poco lattosio. Ciò tuttavia non toglie che sebbene siano prodotti preferibili ai formaggi e al latte intero essi rimangono comunque quantomeno non necessari nell’alimentazione umana. In considerazione di quanto fin qui detto è chiaro che non si possa consigliare il consumo di latticini come mezzo di prevenzione dell’osteoporosi, dal momento che nel complesso i dati scientifici non confermano questa tesi. Se a questo aggiungiamo il fatto che il contenuto di grassi saturi, colesterolo ed inquinanti chimici dei latticini comporta indubbiamente dei rischi per la salute, l’unica conclusione che se ne può trarre è che il consumo di tali alimenti non è consigliabile. Il latte di soia addizionato con vitamina D2, calcio e vitamina B12 potrebbe essere un valido sostituto del latte di vacca, ma purtroppo in Italia non è disponibile, al contrario che in altri paesi in cui i vegan sono più numerosi (p.e. in Inghilterra è disponibile il latte di soia della Plamil). Esso infatti avrebbe un profilo lipidico notevolmente migliore, non conterrebbe colesterolo ed apporterebbe i nutrienti utili del latte vaccino oltre ad alcune sostanze in grado di ridurre la colesterolemia e proteggere dai tumori, come gli isoflavoni. E' interessante notare a questo proposito che il latte di soia ha un effetto protettivo specifico contro il cancro alla prostata (15), mentre il latte vaccino, come già detto, è fortemente sospettato di aumentare l'incidenza proprio di questo tipo di tumore. Infine va ricordato che il latte di soia senza alcun supplemento vitaminico e di calcio non deve invece intendersi come un sostituto del latte vaccino, almeno dal punto di vista nutrizionale (dal punto di vista culinario, invece, i latti vegetali sostituiscono ottimamente il latte vaccino).
Fonti (1) Gerstein HC. Cows' milk exposure and type 1 diabetes mellitus. A critical overview of the clinical literature. Diabetes Care 1994; 17: 13-19. (2) Vaarala O, et al. Cellular immune response to cow's milk beta-lactoglobulin in patients with newly-diagnosed IDDM. Diabetes 1996; 45: 178-82 (3) Cow's milk consumption, disease-associated autoantibodies and type 1 diabetes mellitus: a follow-up study in siblings of diabetic children. Childhood Diabetes in Finland Study Group. Virtanen SM et al. Diabet Med 1998 Sep 15:9 730-8 (4) J. Hergenrather et al., New England Journal of Medicine, 304: 792 (1981) (5) Feskanich D, Willett WC, Stampfer MJ, Colditz GA. Milk, dietary calcium, and bone fractures in women: a 12-year prospective study. Am J Publ Health 1997;87:992-7. (6) Cumming RG, Klineberg RJ. Case-control study of risk factors for hip fractures in the elderly. Am Journal of Epidemiology, 1994;139:493-503. (7) Abelow B.J. et al., Calcif Tissue Int 50:14-18, (1992). (8) Breslau N.A. et al., J Clin Endocrinol Metabol 66:140-146 (1988). (9) Remer T, Manz F., Estimation of the renal net acid excretion by adults consuming diets containing variable amounts of protein. Am J Clin Nutr 1994;59:1356-61. (10) RL Weinsier, CL Krumdieck, Dairy foods and bone health: examination of the evidence, American Journal of Clinical Nutrition, Vol. 72, No. 3, 681-689, settembre 2000. (11) S. Focardi, servizio consumatori Parmalat, comunicazioni personali, 07/01/2001 e 02/07/2001. (12) L.A. Frassetto, K.M. Todd, R.C. Morris, A Sebastian, Worldwide Incidence of Hip Fracture in Elderly Women Relation to Consumption of Animal and Vegetable Foods. The Journals of Gerontology Series A: Biological Sciences and Medical Sciences 55:M585-M592 (2000). (13) DE Sellmeyer, KL Stone, A Sebastian, SR Cummings, A high ratio of dietary animal to vegetable protein increases the rate of bone loss and the risk of fracture in postmenopausal women, American Journal of Clinical Nutrition, Vol. 73, No. 1, 118-122, January 2001. (14) U.S. Barzel, L.K. Massey, Excess Dietary Protein Can Adversely Affect Bone, The Journal of Nutrition Vol. 128 No. 6 June 1998, pp. 1051-1053. (15) Jacobsen BK, Knutsen SF, Fraser GE.Cancer Does high soy milk intake reduce prostate cancer incidence? The Adventist Health Study (United States), Causes Control, 1998 Dec;9(6):553-7. (16) La Vecchia C, Negri E, D'Avanzo B, Franceschi S, Boyle P., Dairy products and the risk of prostatic cancer., Oncology 1991;48(5):406-10. (17) Bosetti C, Tzonou A, Lagiou P, Negri E, Trichopoulos D, Hsieh CC, Fraction of prostate cancer incidence attributed to diet in Athens, Greece., Eur J Cancer Prev 2000 Apr;9(2):119-23. (18) JM Chan, MJ Stampfer, J Ma, PH Gann, JM Gaziano, EL Giovannucci, Dairy products, calcium, and prostate cancer risk in the Physicians' Health Study, American Journal of Clinical Nutrition, Vol. 74, No. 4, 549-554, October 2001. (19) Michaud DS, Augustsson K, Rimm EB, Stampfer MJ, Willet WC, Giovannucci E., A prospective study on intake of animal products and risk of prostate cancer. Cancer Causes Control 2001 Aug;12(6):557-67. (20) Snowdon DA, Phillips RL, Choi W. Diet, obesity, and risk of fatal prostate cancer. Am J Epidemiol 1984 Aug;120(2):244-50
Tratto da: www.saicosamangi.info
Latte e pus
Probabilmente tutto quello che sai sul latte è quello che hai sentito dire in qualche programma del tipo "salute & benessere", o in qualche pubblicità in TV con una bella mucca che pascola in un bel prato verde. Buona fonte di calcio, tante proteine, belle immagini di un fluido bianchissimo che fluisce dolcemente nel bicchiere e un bambino sorridente che si pulisce i baffetti bianchi. La fantasia delle agenzie pubblicitarie ingaggiate dall'industria lattiero-casearia non ha limiti nel creare bellissime e coloratissime favole intorno ai loro prodotti. Anche se non fanno più vedere il contadino che munge la sua mucca, già non crediamo alla scenetta del fattore che porta in città i formaggi con il carretto trainato dal mulo. Queste favole però ci impediscono di vedere una realtà che invece dovremmo conoscere, fosse solo per il legittimo desiderio di conoscere la verità. Indipendentemente dal fatto che il latte di mucca va molto bene per i vitelli e non è un alimento adatto all'alimentazione umana e nessun animale raggiunta l'età adulta beve latte, quello che compri al supermercato o in latteria non ha nulla in comune con il latte munto dal contadino. Il latte di mucca è un fluido malsano, proveniente da animali malati che hanno un'ampia gamma di malattie pericolose, che contiene sostanze che hanno un effetto negativo cumulativo su tutti coloro che lo consumano. Quasi tutto il latte di mucca ha 59 ormoni attivi, allergeni in gran quantità, grasso e colesterolo. La maggior parte del latte di mucca contiene quantità misurabili di erbicidi, insetticidi e diossina fino a 2.200 volte il livello di sicurezza, fino a 52 potenti antibiotici, sangue, pus, feces, batteri e virus. (Il latte di mucca può avere tracce di qualsiasi cosa che la mucca mangi incluso fuoriuscite radioattive provenienti dagli esperimenti nucleari.) Uno di quei 59 ormoni è un potente ormone della crescita (IGF-1) con fattore di crescita uno. Considerate questo ormone come una cellula di combustibile per qualsiasi cancro. La FDA (Amministrazione Federale degli Alimenti e dei Farmaci) insiste che l'IGF-1 si distrugge nello stomaco. Se fosse vero l'FDA ha dimostrato che l'allattamento non funziona. Questo fattore di crescita fa in modo che il vitello neonato cresca rapidamente, come madre natura intende. Un'altra sostanza chimica presente nel latte è la caseina. È un potente agglomerante, un polimero usato per fare plastiche e colle, ottimo per fare solidi accessori o incollare etichette alle bottiglie di birra. Ottanta delle proteine del latte sono caseina. È anche un allergeno, un'istamina che crea molto muco. E' permesso che nel latte siano presenti delle feci che sono una sorgente principale di batteri. Il latte viene di solito pastorizzato più di una volta prima di arrivare sulla vostra tavola, ogni volta per circa 15 minuti a 73° centigradi. Per sterilizzare l'acqua occorre farla bollire a 100° per alcuni minuti. Tieni presente anche che a temperatura ambiente il numero di batteri del latte raddoppia ogni 20 minuti circa. Le mucche inserite nel ciclo industriale del latte, come certamente saprai, non vengono munte dal contadino ma vengono collegate alle mungitrici meccaniche automatiche, in maniera intensiva per ottenerne il massimo sfruttamento possibile. Questo causa l'insorgenza della mastite e l'infiammazione purulenta da staffilococchi della mammella che viene "curata" con antibiotici. Dato che le mucche continuano ad essere sottoposte a mungitura meccanica la mastite diventa cronica. Il pus passa nel latte assieme alle altre sostanze (antibiotici, ormoni, medicinali vari) e quindi le autorità sanitare hanno stabilito quanto pus può essere ammesso nel latte senza che faccia danno alla salute. (secondo loro). In un cm3 di latte di mucca commerciale è permesso dalle autorità sanitarie che vi siano fino a 750.000 "cellule somatiche" il cui nome comune è pus e 20.000 batteri vivi prima possa venire ritirato dal mercato. Il tutto ammonta a 20 milioni di batteri vivi e fluttuanti e fino a 750 milioni di cellule di pus per litro. La Comunità Europea e il Canada danno il permesso per un latte meno "gustoso" con 400 milioni di cellule di pus per litro. Di solito questi valori sono più bassi, ma potrebbero raggiungere questi livelli ed essere permesso che quel latte arrivi sulla tua tavola. Il latte di mucca ha un contenuto di calcio tre volte superiore a quello umano. Per venire assimilato, i livelli di magnesio dovrebbero essere in proporzione uguali a quelli del calcio e non lo sono. Inoltre ci sono numerose malattie collegate con il consumo di latte come la leucemia, diabete, e malattia di Crohns.
Tratto da: www.medicinenon.it
NB: Nell’articolo originale, consultabile nel sito indicato, sono presenti alcune tabelle che permettono di verificare i limiti massimi delle particelle di pus (eufemisticamente chiamate cellule somatiche) ammesse nel latte, oltre ai germi e agli antibiotici, entro i quali tale latte può essere commercializzato, estratti dalla NORMATIVA COMUNITARIA 92/46 G.V. recepita dal DPR 14.01.1997 N. 54.
Le malefatte del latte
Il cibo più completo per ogni età della vita. L'alimento perfetto. L'alimento singolarmente più importante nella dieta. Simbolo di purezza, di dolcezza, di gusto, di genuinità casalinga, di alimentazione completa. Simbolo, addirittura, di vegetarianesimo: sono in tanti, la grande maggioranza dei vegetariani, a sostituire la carne con un'analoga quantità di prodotti lattiero-caseari. Tutto sbagliato. Il latte non merita simili definizioni ed elogi.Non solo il latte di casalingo ha ben poco ormai (quello che beviamo è in buona misura prodotto nel Nord Europa e il circuito è controllato da multinazionali); non solo il latte tanto genuino non è (almeno quello di sconosciuta origine); ma c'è di peggio. Per gli animali che lo producono e gli umani che lo consumano. Siamo l'unica specie che consuma latte in età adulta e si nutre di latte di animali di altre specie. Il latte uccide gli animali Il latte prodotto nella normale zootecnia intensiva comporta la prigionia a vita e la morte al macello di vacche e vitelli; quella biologica comporta la morte al macello di vacche e vitelli, seppur meglio vissuti. Ma come? Il latte non uccide nessun animale!: è la frase che si sente spesso, anche dai vegetariani. Facciamo un pò di calcoli. Una vacca non è un distributore automatico di latte: per produrlo deve partorire il vitellino, a cui l'alimento è destinato. Dopo poco più di un anno deve nascere un'altro vitellino, perché la lattazione precedente è finita. Il guaio è che metà dei piccoli sono, statisticamente, maschi e quindi inutili alla produzione di latte. Per razza, sono anche poco adatti a diventare manzi. Sono loro i poveri vitelli a carne bianca, mantenuti anemici e rinchiusi per mesi in box individuali e poi macellati. Le vacche, poi, non durano per sempre. Dopo quattro o cinque anni, sono rottamate per calo di produzione. Diciamo che la zootecnia avvia al macello un vitello maschio ogni 10.000 litri di latte prodotti, e una vacca ogni 40.000. La produzione di latte in Italia, per dare le cifre del 1999 è stata pari a 11.680.000 tonnellate di latte di vacca, 163.000 di bufala, 608.000 di pecora, 77.000 di capra. Il 40% del latte è importato, per un deficit della bilancia dei pagamenti, settore lattiero-caseario, che supera i 3.000 miliardi l'anno. Gli italiani, in media bevono 60 litri di latte a testa e mangiano 18Kg fra formaggi e burro. Molti saranno trattenuti dall'ultima delle simbologie lattifere, riassumibile in una frase tante volte ascoltata: "Vegetariani, può andare, anzi va bene; ma non mangiare nemmeno il latte è deleterio, soprattutto per i bambini" Già un bel passo avanti rispetto a qualche anno fa, quando carne e pesce erano considerati necessari e salutari. OTTO stupefacenti buone ragioni. Ma c'è chi va oltre. A smantellare i miti del latte (perché è tempo di farlo) pensano studi e pareri di dietologi dell0American Dietetic Association e medici della Physician Committee for Responsible Medecine che propugnano l'alimentazione vegetariana come la più salutare. Un'associazione di medici italiani non avrebbe mai osato dar contro a latte e formaggi, considerati parte della tradizione italica. Ma gli usa di tradizioni non ne anno, quindi ben venga il suddetto Comitato e le sue ricerche. In un documento suddiviso in otto punti, il Comitato medico ribalta le certezze più granitiche. 1. OSTEOPOROSI Si ritiene comunemente che il latte prevenga l0osteoporosi, ma la ricerca clinica mostra il contrario. In centro di ricerca ha seguito 75.000 donne per 12 anni e ha mostrato che un aumento del consumo di latte non ha alcun effetto protettivo rispetto ai rischi di fratture. Anzi, un'assunzione maggiore di calcio attraverso prodotti lattiero-caseari è stata associata a rischi maggiori. Altri studi hanno trovato che i calcio proveniente da questa fonte non ha effetti protettivi sulle ossa. Meglio ridurre il rischio di osteoporosi riducendo il sodio e le proteine animali nella dieta, aumentando il consumo di frutta e ortaggi, muovendosi di più, e assicurando un'adeguata assunzione di calcio dalle proteine vegetali come foglie verdi e legumi. Un notevole consumo di proteine animali, infatti, può provocare la perdita di calcio. 2 MALATTIE CARDIOVASCOLARI I prodotti lattiero-caseari (formaggio, latte, burro, gelati, yogurt) forniscono significative quantità di colesterolo e grassi saturi. Una dieta simile aumenta il rischio di molte malattie croniche fra cui quelle cardiovascolari. Una dieta vegetariana scarsa in grassi saturi, che elimini gli alimenti lattiero-caseari, combinata con l'esercizio, il non fumo, la gestione dello stress, può prevenire le malattie del cuore e anche curarle. 3 CANCRO Molti tipi di cancro, come quello alle ovaie, sono legati al consumo di latte e formaggi. Il lattosio, zucchero del latte, nel corpo diventa galattorio, che a sua volta è trasformato dagli enzimi. Secondo uno studio di medici di Jarvard, quando l'assunzione di alimenti lattiero-caseari eccede la capacità di intervento degli enzimi rispetto al galattosio, quest'ultimo può montare nel sangue e colpire le ovaie. Alcune donne hanno un livello di enzimi particolarmente basso, e se consumano regolarmente latte e formaggi il rischi di contrarre il cancro alle ovaie diventa più che triplo rispetto a quello di altre donne. Anche il cancro al seno e alla prostata sono legati al consumo di prodotti lattiero-caseari. 4 DIABETE Il diabete insulino-dipendente è legato al consumo di alimenti lattiero-caseari. Sutdi epidemiologici in diversi paesi mostrano una correlazione netta in questa direzione. Ricerche hanno trovato nel 1992 che una specifica proteina del latte dà luogo a una reazione auto-immune, ritenuta in grado di distruggere le cellule del pancreas che producono insulina. 5 INTOLLERANZA AL LATTOSIO L'intolleranza al lattosio è comune presso molte popolazione e, secondo gli studi compiuti sulla popolazione USA, colpisce il 95% degli asiatici americani, il 74% dei nativi americani, il 70% degli afroamericani, i 53% dei messicani americani, e il 15% dei caucasici. I sintomi, che comprendono disordini gastrointestinali, diarrea, flatulenza, si verificano perché queste persone non hanno gli enzimi che digeriscono il lattosio. 6 VITAMINA D Il consumo di latte può non essere una fonte affidabile di vitamina D nella dieta. In alcuni campioni, è stato indicato un livello 500 volte superiore a quello indicato, in altri nulla o poco. Troppa vitamina D può risultare tossica e portare un eccesso di calcio nel sangue e nelle urine, un aumento dell'assorbimento di alluminio nel corpo e deposito di calcio nei tessuti molli. 7 CONTAMINANTI I prodotti lattiero-caseari sono di frequente contaminati da residui di pesticidi (presenti nei mangimi) e altri medicinali, nonché antibiotici, somministrati agli animali. Negli USA le vacche sono inoltre regolarmente iniettate con l'ormone della crescita bovina. 8 RISCHI A OGNI ETA' Le proteine e gli zuccheri del latte, i grassi saturi dei prodotti lattiero-caseari possono costituire rischio per la salute dei bambini e portare allo sviluppo di malattie croniche come l'obesità , il diabete, la formazione di placche arteriosclerotiche con relative patologie cardiache. I DANNI DEL LATTE NEI BAMBINI L'Accademia pediatrica americana raccomanda di non dare latte di vacca ai bambini al di sotto di un anno di età, poiché la deficienza di ferro è più probabile in una dieta ricca di latte. I prodotti di latte di mucca hanno un contenuto molto basso di ferro. Se diventano parte importante nella dieta, la deficienza di ferro diventa più probabile. Un bimbo su cinque soffre di coliche e da tempo i pediatri hanno imparato essere il latte la causa più frequente. Perfino i bambini nutriti al seno possono avere coliche se le mamme assumono quantità di latte di vacca. Gli anticorpi della vacca possono passare nella madre e al bimbo attraverso il latte. Inoltre, le allergie collegate al latte sono molto comuni nei bambini. Uno studio recente ha anche collegato il consumo di latte alla costipazione cronica infantile. Il latte e i lattiero-caseari non sono necessari nella dieta e possono anzi essere dannosi alla nostra salute. Suggeriamo un'alimentazione sana ricca di cereali, frutta, ortaggi, alimenti fortificanti come cereali e succhi. Questi alimenti possono fornirci il necessario apporto di calcio, potassio, riboflavina e vitamina D facilmente e senza rischi.
Le Bugie dell'Osteoporosi
Come malattia affiorò dall'oscurità solo due decenni fa, per diventare una grossa preoccupazione per tutte le donne nel mondo industrializzato. Campagne di informazione nei media, bollettini informativi nelle sale d'aspetto dei medici e nelle farmacie avvertono insistentemente le donne dei danni conseguenti alla riduzione della massa ossea. La pubblicità commerciale rivela che una donna su due, oltre i 60 anni, è esposta a fratture dovute all'osteoporosi (anche un uomo su tre è soggetto all'osteoporosi); inoltre, l'incidenza delle fratture del bacino eccede quella del cancro al seno, alla cervice e all'utero insieme; infine, il 16 per cento dei pazienti che hanno subito fratture al bacino muoiono nel giro di sei mesi, mentre il 50 per cento necessiterà di una lunga degenza. Le statistiche affermano anche che negli Stati Uniti oltre 20 milioni di persone hanno l'osteoporosi e circa 1.3 milioni di persone, ogni anno, subiranno una frattura ossea in conseguenza dell'osteoporosi. Se da un lato è innegabile che sopraggiunga la morte per uomini e donne che hanno subito fratture al bacino, dall'altro è vero che queste persone oltre ad essere molto anziane e fragili sono sofferenti anche per altri motivi. Le donne sono costantemente bombardate dal messaggio che la guerra alla perdita della massa ossea va combattuta con integratori di calcio e con l'assunzione giornaliera di cibi ricchi di calcio, in primo luogo i latticini. I medici raccomandano fortemente alle donne in menopausa l'uso prolungato di estrogeni sintetici e, se necessario un aiuto aggiuntivo, suggeriscono l'uso di farmaci, come il Fosamax, che ricostruisce le ossa. Così una donna forte di questo arsenale, si sente sicura di poter affrontare l'ultima parte della vita camminando eretta e senza fratture. Sfortunatamente, ciò è lungi dall'essere vero. Infatti, i più noti trattamenti per l'osteoporosi sono pericolosi per la salute delle donne. L'estrogeno sintetico è un medicinale notoriamente cancerogeno. Molti integratori di calcio non solo sono inefficaci nella ricostruzione ossea, ma possono anche portare a deficienze di minerali, calcificazione e calcoli renali. Inoltre, contrariamente alla credenza comune, è stato provato che i latticini costituiscono una causa determinante della perdita ossea. L'osteoporosi ha generato un'industria dalla crescita fenomenale. La vendita di un solo medicinale a base di estrogeni, il Premarin (sintetizzato dall'urina delle cavalle incinte), nel 1996 fatturò 940milioni di dollari in tutto il mondo. L'industria casearia statunitense sta prosperando con i suoi 20 miliardi di dollari annuali di entrate. E la vendita degli integratori di calcio è incrementata fino a centinaia di milioni di dollari. La terroristica campagna pubblicitaria di prevenzione che descrive l'osteoporosi come un "ladro silenzioso" a caccia delle ossa delle donne, ha pagato. Nel 1975 con la pubblicazione di uno studio nel prestigioso New England Journal of Medicine si dimostrò come il rischio di cancro all'endometrio aumentava di 7.6 volte nelle donne che assumevano estrogeni. Le donne che avevano utilizzato gli estrogeni per sette o più anni erano 14 volte più a rischio di cancro all'endometrio, di quelle che non li usavano. Nello stesso mese, le cifre del California Cancer Registry confermavano le scoperte. Fra le donne bianche sopra i 50 anni, si era registrato un incremento pari all'80% del cancro all'endometrio, tra il 1969 e il 1974. Cresceva l'evidenza della pericolosità degli estrogeni. Oltre al cancro all'endometrio, gli estrogeni erano correlati anche al cancro al seno, alle ovaie, a malattie alla cistifellea e al fegato, e al diabete. Vi fu un calo drammatico nelle prescrizioni di ormoni in tutto il mondo. Si doveva allora fare qualcosa per salvare un mercato così redditizio. Poiché gli estrogeni erano stati giudicati cancerogeni, le aziende farmaceutiche tentarono di rimediare al fiasco aggiungendo un progesterone sintetico. Si sostenne che il progestinico proteggeva l'utero dagli effetti della proliferazione degli estrogeni (vedi articolo sugli ormoni). Così, la terapia di sostituzione ormonale (HRT) fece il suo debutto. Tuttavia per rendere allettanti gli ormoni a tutte le donne che ne dubitavano, la Ayerst (casa farmaceutica che produce il Premarin) ingaggiò una importante società di pubbliche relazioni per pubblicizzare l'osteoporosi. Venne lanciata una campagna promozionale, mirata alle riviste femminili. Esperti di medicina per diffondere il vangelo HRT/osteoporosi alla radio e alla TV. Ora vediamo come effettivamente sono composte le ossa. L'osso è un tessuto vivo che subisce continue trasformazioni, è nutrito e depurato dai vasi sanguigni tramite uno scambio costante con l'intero organismo. Le cellule che compongono l'osso sono di due tipi differenti: osteoclasti e osteoblasti. Gli osteoclasti dissolvono l'osso vecchio e si lasciano dietro dei minuscoli spazi vuoti, questi spazi vengono riempiti con osso nuovo da i osteoblasti. Questa capacità di autoriparazione è estremamente importante. Quando si sfalda una quantità maggiore di osso vecchio rispetto a quello che si ricrea, si ha una perdita di massa ossea. Il ricambio non si ferma mai completamente. Infatti, dopo i 50 anni cresce il tasso, sebbene sia abbastanza coordinato. Le cellule che ricostruiscono, diventano sempre meno capaci di riempire completamente gli spazi vuoti. Secondo il Dr Bruce Ettinger, professore associato di clinica medica dell'Università di California ed endocrinologo: "...le donne non dovrebbero preoccuparsi dell'osteoporosi. L'osteoporosi che causa dolore e invalidità è una malattia molto rara. Solo dal 5% al 7% delle donne di 70 anni mostreranno un collasso vertebrale (gobba della vedova); solo metà avranno due vertebre coinvolte; e forse un quinto o un sesto avranno sintomi." La definizione medica di osteoporosi era "fratture causate da ossa sottili". Da allora è stata ridefinita come "una malattia caratterizzata da una scarsa massa ossea e dal deterioramento a livello di micro-architettura del tessuto osseo, che porta ad una maggiore fragilità e ad un conseguente incremento del rischio di fratture." Tuttavia c'è un problema nel definire l'osteoporosi una malattia, e non una frattura. Una scarsa massa ossea è solo un fattore di rischio per l'osteoporosi, non è l'osteoporosi stessa. Per esempio le donne asiatiche hanno una densità ossea bassa, tuttavia si registra un tasso di fratture ossee estremamente basso. Le ossa non si rompono solo per la sottigliezza. Uno dei massimi esperti di ossa e autrice di Better Bones, Better Body, Susan E. Brown, PhD, afferma: "L'osteoporosi di per sé non è causa di fratture ossee. Ciò è semplicemente documentato dal fatto che metà della popolazione con sottili ossa osteoporotiche, di fatto non ha mai subito fratture".
Veri ladri di calcio delle ossa:
- Squilibrio acidi/alcali - Alcool - Anoressia - Antibiotici - Caffeina - Diuretici - Eccesso di proteine animali e prodotti caseari - Elevato consumo di grassi saturi - Elevata assunzione di sale - Isterectomia - Vita al chiuso, carenza di vitamina D - Pillola contraccettiva e Depo Provera - Chemioterapia e farmaci quali Valium e Librium - Scarsa digestione - Stile di vita sedentario - Stress - Consumo di zucchero - Tabacco - Metalli tossici come piombo, alluminio, mercurio, cadmio
Prove scientifiche dimostrano che, di per sé gli integratori di calcio non funzionano. I peggiori integratori di calcio sono pietanze con ossi, il guscio d'ostrica e la dolomite perché non possono essere efficientemente assorbiti e possono contenere piombo. Un eccessivo apporto di calcio può anche portare a costipazione e, peggio ancora, a calcoli renali e calcificazione delle giunture. La forma di integrazione più efficace è l'idrossiapatite (specialmente se associata la boro). Questo è l'integratore di calcio più naturale e un cibo completo per le ossa.
Che dire dei latticini? Il Dr. Michael Colgan, un ben noto ricercatore nel campo dell'alimentazione, autore e fondatore del Colgan Institute negli USA, ha detto: "il consiglio medico di bere latte per prevenire l'osteoporosi è una stupidaggine". I latticini invece, si viene a scoprire, che contribuiscono alla perdita ossea. I paesi che consumano le più alte quantità di latticini hanno anche i più alti tassi di osteoporosi. Una dieta ricca di proteine della carne e di latticini rafforza il rischio di osteoporosi, perché rende il sangue acido. Il calcio deve quindi essere estratto dalle ossa (e dai denti) al fine di ripristinare l'equilibrio.
Linee guida nella prevenzione: Integrazione con progesterone naturale, idrossiapatite, citrato di calcio, o preparati cinesi a base di erbe. Un crescente numero di studi sta convalidando gli effetti estremamente benefici di un programma regolare di esercizi coi pesi, al fine di aumentare la densità ossea. Un allenamento efficace comprende esercizi quali camminare in salita, andare in bici a marce basse, salire le scale. L'osteoporosi non è un male d'età o una deficienza di estrogeni o calcio, ma una malattia degenerativa della cultura occidentale. L'abbiamo causata noi stessi con il nostro regime alimentare e il nostro stile di vita, nonché l'assunzione di certi farmaci.
Articolo tratto da NEXUS NEW TIMES edizione italiana n°21 1999 Fonte: www.disinformazione.it
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