Le poesie "gattose" di Leopold Persidi

 

 

LA MIA COLONIA FELINA

Come l' Aurora, piange al mattino

Il suo figlio morto ucciso d'Achille

Così anch' io, piango ogni giorno

I miei piccoli amici che non ci sono più.

Mi sento più simile a  loro e dissimile ai miei simili

E se qualcuno di essi soffre e muore, mi addolora

Soffre  tutto il mio essere e muore una parte di me.

Amano incamminarsi  dalla colonia- avanti, indietro

A me da presso, nella valle del fiume Aniene

Giocano, si rincorrono, mi fermo, si fermano

Mi muovo, si muovono  qualcuno dei più piccoli piange

Si sente smarrito, lo chiamo, l'aspetto

E  poi  tutti insieme sostiamo su dei massi di tufo.

Seduto, mi salgono sulle spalle, sulle ginocchia,

sulla testa, in un abbraccio continuo, si alternano gelosi

per ricevere un sussurro,una carezza  è una gioia

e il tiepido sole del mattino e della sera, che ci riscalda,

vedendoci gioisce.

                                         Leopold   Persidi  Roma.10-12-2001

(Vincitrice del secondo premio Concorso Letterario ANNA MARIA SALERNO Roma 2001 - sezione poesia)

 

UN GATTINO ABBANDONATO

Come posso dir di no ad un gattino abbandonato?

L' accolgo,lo riscaldo,lo nutro.

Mi commuove il pianto accorato,

è sempre l'amore che prevale e mi lega,

dolce è la magia di questa creatura smarrita

profonda è la pietà che mi pervade,

resto commosso e felice

e come d'incanto mi perdo.

Piccola creatura

Come visione appari agli occhi miei.

Non hai più le tenere cure della tua mamma.

Posso abbracciarti,asciugare il tuo pianto,

posso nutrirti e consolarti,

poi col tempo diventeremo amici

in una perfetta affinità.

Ora riposa,dormi,sogna beato

Sono vicino a te,non sei più solo.

                               Leopold Persidi     Roma.29-05-2002

(Premio Speciale Fedeltà, Concorso Letterario ANNA MARIA SALERNO 28-04-2004)

 

ACCOGLILI

Accoglili, non respingerli,non buttarli via,

non fagli sentire un secondo abbandono;

povere creature sballottate,

affidate,adottate,di nuovo respinte

e poi lasciate per sempre.

E’ l’incoscienza,l’inciviltà dei più, privi d’amore,

che mettono queste sfortunate esistenze

in mano alla cattiva sorte,che va loro incontro

beffarda e senza pietà…

Alleata com’è di molti infelici umani

è lo scherno del male.

Allora è bene esistere per essere accanto

a questi compagni di vita misteriosi,

che silenziosi aspettano la loro fine

e toglierli,con tutto l’amore

dalle grinfie delle sofferenze.

Amateli date loro affetto incondizionato

fate in modo che riconquistano la fiducia

e sussurrategli che non tutto è perduto.

Stringeteli sul vostro cuore,così sentirete

la vostra anima più lieve che sospira,

e si libera dal peso degli affanni.

In un afflato di puri sentimenti

si compendiano gli affetti

in una fusione di sogno gioioso.

Dormire non svegliarsi 

in questo mondo perduto

è più dolce morire in un  abbraccio eterno.

                        Leopold Persidi  Roma.08-03-2004.

 

Amor Per Loro

Come Didone,nell'Eneide,

conoscendo io stesso il dolore,

chi più di me può portare aiuto

a questi poveri infelici !?…

E' più facile che il sole cambi il suo percorso,

ch'io l'amor per loro.

Anche se dovessi attraversare 

la valle della morte,

ed affrontare tutte le vicissitudini

che vi s’incontrano,

difenderò ogni momento,

coloro che ho sempre amato.

E se pur la morte cavalca il mio destriero,

c'è qualcosa in me che non morrà mai.

L'animo sensibile si ricorderà di me

e condividerà la mia miseria.      

                                           Leopold Persidi.  (30-9-2002)

 

APPENA NATI             

Sono due piccoli neonati,

la morte li sta ghermendo,

non posso fare niente per loro.

Non sentono neanche il mio affetto,

il mio dolore.

Si lamentano, si stanno spegnendo

lentamente.

Oh deleteria “entità” che ti appropri

di due piccole vite appena sbocciate.

Hanno ancora gli occhi chiusi,

ma il pianto è così accorato,

da far fremere le membra.

Ingiusta “sorte”, che così tanto ti accanisci

contro chi non ti ha mai offeso.

Dea di pochi fortunati.

                       Leopold Persidi. Roma-(03-06-2003)

 

EFRIAM

Piccolo gattino nero 

non volevi esser posato

ma, morire sopra la mano del cuore.

Poi non contento, ti ho abbracciato

e ti ho messo sopra il mio petto.

Il cuor mio batteva quasi all’unisono

con il tuo piccolo cuoricino affannato,

volevi morire così;

come volessi sentire i battiti del cuore

della tua mamma…

Così ti acchetavi, quasi dormivi

nella lunga agonia.

Tutta la notte sul petto,

non volevi essere posato altrove;

solo al mattino quasi incosciente,

hai trovato riposo sulla poltrona.

Si respiravi ancora, senza lamento,

poiché dormivi…

se pur rapido batteva il tuo cuore

man mano affievolito, più lento cedeva,

ti consegnava al lungo sonno.         

                                     Leopold Persidi. (06-07-2003)

 

PICCOLO

Quando ti portano un piccolo

Abbandonato, disperso,

non discutere! Accettalo subito!

Toglilo dalle mani incompetenti,

più delle volte mendaci e crudeli.

Prendilo tra le tue

Mettilo vicino al tuo cuore,

fagli sentire con le tue carezze

sicurezza, tranquillità.

Trasmetti il tuo affetto,

tutto il tuo amore,

donagli ristoro e conforto,

fai in modo che si abbandoni al sonno

con un sospiro di sollievo.

Hai lenito le sue paure, le sue sofferenze,

ma in te rimane trasfusa la gioia

e una forte emozione che ti fa piangere.

E’ la pietà per queste povere creature

che ti fa grande.

Riconsolati, lascia agli altri la meschinità.

                                       Leopold Persidi Roma. 15-12-2003 

 

(Traduzione in inglese di "Piccolo")

A LITTLE ONE 

When they leave you a little one abandoned, lost,

don’t  question it! Accept him immediately!

Take him out of unqualified hands

frequently cruel and dishonenest.

Hold him in your hands,

put him close toyour heart

let him feel safe and peaceful with your hugs.

Convey your love, all your love;

give him comfort and relief so he can sleep peacefully.

You soothed his fears and sufferins

but joy transmitted to you now settes in

and strong emotions make you weep.

Having pity for these poor creatures makes you great.

Console yourself; leave cruelty to others!

                                     Leopold Persidi  Rome Dec.15,2003

 

Chi avrà cura

Quando terminerò                      

il viaggio in questo mondo,

chi avrà cura di loro, dei miei piccoli?

E d’ora che sono ancora in viaggio,

chi si sta prendendo cura

di quelli che non conosco?

E’ questa la mia grande pena

non poterli conoscere ed aiutarli.

Ma il mio amore li accoglie tutti

in un solo abbraccio

e li accompagna sino alla fine.

Dove loro andranno io sarò

e prenderò a mio carico,

tutto il loro dolore, tutte le loro sofferenze.

Si dolce sentimento senza pari

ricambiato dall’affetto incondizionato.

Si grande è la gioia

che riempie il mio cuore

e l’anima rimane incantata

da queste misteriose creature.

Chi siete spiriti gentili

che vi prendete cura di loro?

Oh sventura per quei poveri

che nessuno potrà mai portar conforto.

Oh fato che ti accanisci contro i miseri

che vivono di stenti, malati e senza affetto

portali via, non farli più soffrire.

Tale è la gioia vivere con loro

che sembra di essere in Paradiso.

                                           Leopold  Persidi .Roma.08-08-2003

 

Dimenticati

Siate generosi buttate gigli a piene mani

Sulle tombe dei bambini.

“delicato verso di Virgilio”

E’ giusto e doveroso!

Ma chi si ricorderà,

dei miei piccoli amici dimenticati?

Tra rovi, pietre di tufo ed erbacce.

E’ solo mio il compito di piangerli

E a piene mani donare l’affetto,

che come un soffio puro e sincero

esce dal mio cuore.

Sono anche loro bambini.

Crescerà nelle loro misere tombe:

una bella di notte, un cardo

una malva, una margherita.

Sono i fiori della pietà, ciclici e spontanei,

ed è fiore per loro il mio cuore

che mai li dimentica.

Piange la mia anima

E persino le cose che ci circondano,

si mostrano pietose.

Gli uccelli a capo chino non cantano più.

Regna la commozione, non c’è posto per il sorriso.

                                       Leopold Persidi Roma. 08-08-2003  

 

RENDETEMI

Rendetemi i miei figli, cosa ne avete fatto?

Non sentite i gemiti di queste povere creature,

non vedete le loro sofferenze.

Se non avete amore, abbiate almeno pietà.

Vi scongiuro non vi accanite contro di loro,

usate misericordia, poiché nulla vi hanno fatto.

Usate forse i stessi riguardi,

nei confronti dei vostri nipoti o figli?

Mostri di che cosa siete fatti…

A quale razza appartenete?

Oh sconsolata vita, oh crudele esistenza.

Oh snaturata creazione,

che hai germogliato e diffuso gli affanni.

Il dolore di questi poveri innocenti,

è il compagno della mia vita.

Non sarò mai assuefatto ai loro lamenti,

soffrirò sempre per il loro stato precario,

pieno di paure, disagi, di stenti.

Si apre l’anima mia

per accogliere le loro grida…

Tutte le racchiude come cosa cara dolente,

ha pietà e piange.

Toglietemi il dolore! Curatemi la malattia!

Ma se non potete, fatemi morire dolcemente.

Se non vi prendete cura di me,

come posso aver stima di voi?

Questo è quanto desidero anche per loro.

Chi lenirà le pene, il dolore, le sofferenze

di questi poveri figli?

Vorrei che tutto il male d’incanto finisse!

E poi, viva contentezza, felicità e gran gioia.

Oh uomini dal cuore crudele,

sciagurate anime perdute.

                                  Leopold  Persidi Roma.04-01-2004.

 

RIUNIRVI

Potervi accogliere, sfamare, curare,

togliervi dalla strada e fare in modo

che voi restiate con me.

E’ mio desiderio alleviare le vostre pene,

il sogno mio più grande è che voi

venite da me senza il travaglio delle sofferenze.

Voi sollievo e ristoro dell’anima mia,

che nessun crede e dileggia.

Aspirazione di annullare tutti i vostri dolori

e vivere beati in un desiderato paradiso…

Sogno che sprofonda, ove le visioni

sono tormentose e i cuori tormentati.

La realtà mi angoscia e mi sconvolge,

un’amarezza m’invade indifeso

per non aver potuto, quasi, far nulla per voi.

Una tristezza rimane in me socchiusa

con tutte le sue radici e non mi lascia,

sin con l’aggiungersi di un’altra. E’ la fine!

Povere, povere creature, cosa vi aspetta…

                                    Leopold Persidi Roma.24-01-2004.

 

SI PERDONO

Non poterli consolare nella premorte

quando svaniscono, ma nel ritrovarli, 

c’è un sospirato sollievo

che diminuisce l’angoscia,

poiché erano perduti.

Allora i sentimenti mi prendono il cuore

per farlo piangere e poi deporlo,

sulle misere tombe.

Il fato ha voluto e determinato,

che le cose si svolgessero così.

A volte la morte li coglie esanimi, distesi.

A volte i loro corpi sono contorti

da una presumibile agonia di dolore.

A volte abbracciati a loro stessi

come per darsi conforto.

Altre volte irriconoscibili, 

perché consunti dilaniati.

Oh precaria condizione di vita

per questi infelici.

Oh dolorosa esistenza che fa soffrire

queste creature che piangono senza lacrime.

                                Leopold Persidi  Roma-20-3-2004.     

 

TIENILO STRETTO

Tienilo stretto al cuore

quando muore un bambino.

Si è spenta una luce, appena accesa.

Come si può non piangere

è la pietà che lo impone,

per si fragile creatura.

La morte gli ha spezzate le ali,

gli ha tolto l’alito della vita.

Alcuni dicono di non piangere,

la sua anima non sarebbe 

bene accetta in paradiso.

Straziatevi invece, piangete,

avete perso il piccolo amore.

                     Leopod Persidi Roma.30-12-2002

 

VIVERE OGNI GIORNO

Vivo ogni giorno con loro

con la speranza di viver tanto.

Quale pena lasciarli soli senza il mio affetto,

dilette creature.

Oh feroce sorte che mi privi di questi figli,

ti chiedo ancora di restar loro vicino

fugga quel giorno inevitabile e triste,

perché io li voglio, ancor presso di me.

Oh beatitudine nascosta a molti,

lievitazione del corpo, misterioso obliarsi,

vivere in altra dimensione e perdersi.

Se non ci fosse la pietà la sognerei,

se non ci fosse la carità, aprirei la porta

e lascerei passar la morte.

Ma per l’amor ch’è in me direi:

si fermi la barca che traghetta il mio corpo

e mi sia di sollievo, la speranza di vita,

ormai prossima a smarrirsi…

Intanto il tempo fugge inaudito e non ascolta. 

                              Leopold Persidi Roma. 18-05-2003

 

Volutamente

Disfarsene, scaricarli è facile

Basta abbandonarli.

E’ una tragedia che aggrava le mie sofferenze

Ma rafforza il mio amore per loro.

Nessuna cosa mi distoglie

Anche se sono immerso in un mare di difficoltà.

Ogni giorno come il primo e il seguente

Lasciano questi piccoli esseri,

volutamente scacciati.

Allora è la pietà che vince e dolcemente li accolgo.

Eccoli! Sono in uno stato pietoso 

Pieni di acciacchi e malanni.

Piangono, hanno bisogno di cure e di affetto;

mentre la società è cosi lontana dalla pietà,

il mio amore vince e li accoglie tutti in uno abbraccio.

Il mio cuore è colmo di gioia,

cosa mi serve tutto l’oro del mondo?

Sono in mezzo a loro,

sono commosso sino alle lacrime.

Fortunato me, che ho incontrato queste dolci creature,

non sapete ignari cosa perdete!

E’ male per l’anima separarsi dal mondo,

e di non aver realizzato, un innocente desiderio.

                               Leopold Persidi Roma.12-0-2003 

 

CONOSCERLI

Voi siete l’alba,il tramonto,la luce

la verità,la speranza, la vita.

Voi siete tutto quel ch’io non sono.

Voi siete me,ed io cerco di essere voi.

Li ho amati prima di conoscerli

e ora che li conosco ancor di più.

Affine e simile a loro,prima ch’io nascessi,

ci aspettavamo,ci siamo incontrati

per non perderci ed affrontare,

le spregevoli vicende della vita.

Per le strade, per la campagna,

per gli anfratti

vado in cerca dei miei piccoli smarriti

ed incontro altre creature perdute.

Evidente nei loro corpi la paura,

i disagi,le piaghe,

le lacerazioni intime dell’abbandono

delle piccole anime che vagano

senza speranza.

Il cuor mio si stringe, si strazia

la mia anima rimane sconvolta,angosciata

atterrita da tanto orrore.

Inconsolato, resto con loro e piango

e dove più  acuto è il dolore,

il mio cuore si scioglie.

               Leopold  Persidi  Roma.  21-02-2004.              

 

GIOIA E CONFORTO

Io sono il vostro conforto

venite, abbracciate la mia gioia,

che cura e lenisce le vostre sofferenze.

Attorniatemi vi sfamerò,vi curerò

il mio cuore è sicuro rifugio per voi

miei piccoli amici.

Non vi sentirete più abbandonati,

la mia presenza è garanzia di coccole,

di sicurezza.

Non disperate vi sarò sempre vicino.

Portate con voi i vostri amici che non conosco

ditegli che c’è chi gli vuole bene.

Vi cerco,vi accolgo, vi aspetto!!!

Quando incontrate queste creature

guardate i loro occhi sofferenti,

che implorono:”Dio Dio mio

quando mi viene a prendere”…

E loro pazienti aspettano

abituati come sono nei secoli

nella lunga contemplazione dell’eternità.

                         Leopold  Persidi   Roma. 21-02-2004.

 

CONSOLAZIONE

Malgrado tutte le avversità,

“pascere” con loro è grande consolazione,

anche se straziato, 

il mio cuore è colmo di gioia.

Mentirei a me stesso,

se dicessi di essere felice 

e avrei rimorso per l’eternità.

Lasciatemi piangere non ho vergogna,

lascio ad altri la fatua felicità.

E’ il mio stato d’animo,non posso cambiare

l’evidenza che mi circonda.

Sono la mia luce,la mia speranza,

la mia tranquillità.

Affini alla mia anima e consolatori

nei momenti disperati.

Ma se tutto il mondo ci trascura,

se tutti c’ignorano e nessuno ci ascolta,

viene dentro di me un dolore,che lento

mi corrode,mi consuma e mi porta a morire;

allora non  resta che partire.

Perdersi nel nulla,in un viaggio senza ritorno.

Il tempo fugge “inaudito”.

Se assolvete quelli che hanno colpa,

che ne sarà degli innocenti?

Se mi togliete la spada mentre affronto

le dure battaglie della vita,

come potrò difendermi?

Eppure amico io vi sono sincero e unico.

E se non avete cura di me e dei miei piccoli,

come posso aver stima di voi?

Volete forse che la vostra anima perisca

prima che il sole tramonti?

Infingardi! Guardatevi pure dal sole,

che va a dormire, forse

non vedrete l’alba del nuovo giorno.

                          Leopold Persidi Roma 25/31-2003

 

CREATURE SMARRITE

Non avranno mai una tomba

nulla che conservi il loro ricordo,

creature delicate,sensibili, misteriose…

Piene di sofferenze,di dolore,

che la mia anima percepisce 

si commuove e piange.

Sperdute chissà d’ove?

L’angoscia mi assale, non mi da pace,

il dubbio mi uccide più della morte.

Una visione disagiata

di presumibile tragica fine;

i patimenti gli stenti,

tutto è senza una risposta.

E’ un immagine desolante che mi affligge,

mi toglie senza pietà il sonno.

Il mio cuore e l’anima trafitti

Restano inquieti e muoiono con loro.

Tragiche sensazioni,che si addensano

come nubi tempestose,che mi agitano,

mi tormentano, 

scacciano dal mio spirito la pace

e gridano: "dove siete miei piccoli amici"

desidero che una parte di me si smarrisca,

con voi,e l’altra resti accanto

a quelli che mi sono vicini.

Oh irrealizzabile desiderio

delle creature perdute,

anime morte senza consolazione.

                             Leopold Persidi Roma.30-03-2004.

 

Frate Francesco

Frate Francesco,che nella tua pur breve vita,

solo, spoglio,ammalato,dalle stigma afflitto;

forse non sai,quanti e quanti nemici ho.

E’ per amor di queste povere creature,

che fanno parte del creato,

vengo sfottuto,vilipeso, calunniato,aggredito;

ho rischiato il linciaggio

e più volte di morir bruciato

per salvare,questi miei piccoli amici.

Sghignazzato,escluso,emarginato

Dai miei simili che hanno il dono della bestialità.

O devo dire ancora,come Tu dicesti,

frate Leone:”questa è vera letizia”.

Fino a quando dovrò sopportare

Le angherie e i soprusi

Di questi indegni figli di Dio?                            

                       Leopold Persidi Roma-6-7-2002 

 

Il  Faro

Non sono voli della fantasia

ma espressioni e sentieri dell’anima.

E’ solo un rifugio:

Fortunati coloro che approdano in questo sito.

Povere creature,

ch’è stata tolta da tempo la dignità;

qui trovano ristoro e amore

rinnovata fiducia verso l’uomo amico,

serenità e nuova speranza alla vita.

Qui non c’è diversità di specie

ma  una profonda affinità

di sentiti ed elevati affetti.

Qui non si esiste ma si vive!

Sino all’ultimo respiro,circondati d’amore

è la pietà che piange e li accompagna.

In questo luogo di carità si nobilita l’uomo

e in altri simili, altrove.

E’ gioia grande accogliere i pellegrini smarriti.

C’è un fremito ,un’ansia,

assidua è la preoccupazione

ma poi,è il cuor che vince tutte le avversità..

E’ il Faro la luce della speranza

Dove beate sono le creature, che vi risiedono.

                                  Leopold Persidi  (08-10-2003)

 

N O N  E’ T E M P O ….

Non è ancora tempo di morire

ho tanti piccoli amici da raccogliere.

Ci vorrà, poiché nulla si disperda,

la morte aspetti e il tempo si dilati.

Non posso lasciarli soli

hanno bisogno di me ed io di loro.

Gioisco e piango ,a secondo gli eventi.

Temo e frèmo quando sono a me vicino.

Non amo perderli,

anche se la sorte accanita si scatena su di loro.

Desidero ancor vivere

pur affrontando tutti i travagli della vita.

Sono la mia vita la mia esistenza.

                              Leopold Persidi. Roma. 27-12-2002

 

Pace

Sia pace e libertà per gli uomini

e per tutte le creature.

Siano liberi da ogni sopruso e da  ogni dolore.

Tutti i giorni,tutte le ore,

sia sempre Pasqua d’amore,di carità.

I cuori puri si elevino commossi.

Le anime candite,gioiscano in beatitudine.

Aspirazione e speranza dei popoli,

sconfitta dagli uomini che non l’amano;

sempre in bilico e precaria.

Immolata all’altare delle guerre.

Pace “autopica”persino la libertà ti combatte

                     Leopold Persidi Roma.05-03-2003

 

Poveri  Poveri  Figli

Vengono immolati nei cimiteri

negli altari,per le messe nere,

seviziati,uccisi,come altri animali,

nei laboratori di vivisezione.

Vengono abbandonati,rifiutati,espulsi;

lasciati a morir di stenti in balia dei soprusi,

dell’indifferenza,della cattiveria,del sadismo.

In ogni luogo:dentro le case,

sulle strade, nelle campagne.

Con ogni mezzo,viene perpetrato

l’olocausto in massa,della specie.

Tragico oltraggio!povere creature.

Vergogna per noi,che quasi nulla facciamo,

per alleviare le loro pene e salvarle

dalle morti cruente.

Per dileggio del fato,della cattiva sorte,

sono in balia di gente infida,

astuta e senza scrupoli.

Emerge nel sommo delle cose negative,

l’acuirsi della cattiveria umana

e il degrado della società.

                  Leopold  Persidi   Roma.06-11-2003                                    

 

Balilla

Tu non sai perché ti chiami Balilla

È la nostalgia del tuo amico Mario,

di un tempo felice,che non torna più.

Il tuo musetto nero,

portatore di vivi ricordi dell’infanzia,

è un desiderio sfumato di malinconia

di rivedere persone e luoghi lontani

ormai irraggiungibili.

Tu misterioso amico

Che susciti le gioie del passato,

accarezzato dall’amore

dei tuoi affettuosi amici,

appagato,assopito dormi

e sogni in tutta tranquillità.

                   Leopold  Persidi.Roma.25-07-2003.

 

SENZA  RESPIRO

Travagliate paure notti insonni,

giorni inquieti;per vegliare su di loro.

Lotte infide e continue

contro coloro che hanno deposto il cuore

eleggendo a re  la crudeltà.

Individui iniqui,

che dell’anima hanno avuto solo sentore

come qualcosa che a lor non appartiene.

Sciagura:

Angosciante visione di uomini perduti,

che non toccati dall’amor usano oltraggio.

C’è a chi il cuor si scioglie con tanto amore,

altri il cuor indurisce come creda cotta.

Povere creature in balia di tutto il male,

che l’uomo scellerato gli affligge.

Chi ne avrà cura,

che ne sarà di loro dopo di me?

Ora tutto è quasi quiete, si respira la pace.

E’ sereno stare in mezzo a loro.

Scaricate su di me le vostre colpe,

le vostre frustrazioni;ma non lasciate

che questo piccolo mondo muoia.

Se non avete amor per loro,

si posi sui vostri cuori, la pietà, la carità

e lasciate che vivano.

Dio Dio mio! Non permettete

che strappino le ali alle farfalle.

Farò cose impossibili 

in modo che gli altri mi credano. 

                  Leopold Persidi Roma.30-05-2003

 

E' Pasqua

Sogno un mondo senza guerre

Sogno una Pasqua di Resurrezione

Senza lo sterminio di massa, consapevole,

Di miliardi di poveri animali.

Senza l'olocausto,di milioni d' innocenti immolati

Mi desto e vedo,ch'è stato soltanto un sogno,

la realtà è più spietata , più cruda.

Allora mi sento più colpevole e più affranto

Poiché,poco e nulla ho fatto

Per aiutare queste povere creature.

Eppure ci sono sparuti "Animals' Angels,

che li accompagnano,nell'ultimo viaggio,

verso la morte.

Che immane tragedia.

Piangete gente dall'animo gentile.

Orrore e pietà, mista a vergogna;

veder sozzarsi così i miei simili,di efferate crudeltà.

Un degradante primato senza fine,

ove l'uomo ha perso dignità e senno.

                                Leopold Persidi Roma-12-3-2003

 

L'Agnello Immolato

Dolci occhi pietosi che ispirano tenerezza

delicata creatura, che gli uomini malvagi

hanno deciso di riservarti,una morte cruenta.

E' straziante la paura,il tormento,il grido di dolore

quando le tue membra

vengono colpite e lacerate,dal tuo carnefice.

Una pena mi pervade,

un sentimento di profonda sofferenza dell'animo.

Il mio dolore diventa eterno

poiché infinito è il rinnovarsi dello strazio

per queste povere creature.

Allora mi viene strappata l'anima

e mi sento come nudo.

Un vuoto accorato mi trafigge,

accasciato,amareggiato,afflitto,

porto con me tutto il dolore,

tutte le pene di questi innocenti figli.

                 Leopold Persidi ROMA-17-03-2003

 

Desolazione-Sconforto

Accusa!

Se c'è un inferno per i più deboli e per le persone che li tutelano è qui nella periferia di Roma, come altrove. Avvengono inique e spietate gare di persecuzioni, per annientare in modo cruento creature indifese e dissuadere
chi con tanto amore e dedizione se ne prende cura. Si debbono fronteggiare
acerrimi nemici, spietati esecutori,che in ogni forma palesano la loro crudeltà.

Non ci sono leggi che tengono e tanto meno tutele di enti e uomini di legge.Sempre assenti!

Raramente quando intervengono, ti si scagliano contro,perché anche loro figli e vittime di questa società. Non ti risparmiano e ti fanno capire, sfacciatamente, che sei in loro potere e nulla vale la tua ragione e la tua discolpa. Ti intimano di tacere!Ostentano abuso di potere per scoraggiarti, per annientarti e por fine all'amore che uno ha verso questi innocenti esseri, che sono ben 22 milioni di anni davanti a noi."Erano prima che noi fossimo".

Parlare a questi individui preposti alla "tutela-farsa", è come parlare a dei bambini di un mese ma viziati- aberranti da anni.

Qui domina l'ignoranza, la crudeltà, l'incompetenza, la vigliaccheria; e quel ch'è peggio la non considerazione della pietà, dell'amore verso gli esclusi, gli abbandonati, i dimenticati. Vige la cattiveria assoluta, la non curanza, l'omertà. E' di nuovo Medio-Evo, Inquisizione, Controriforma; domina l'involuzione delle menti e l'offuscamento delle coscienze!

Quando mi trovo davanti ad uomini di legge, a dir poco, impreparati, a giudici arroganti impastati di ingiustizia, percepisco di essere milioni di anni luce davanti a loro. Non ci può essere dialogo, per causa loro, e tanto meno aver fiducia; sono già predisposti, infarciti negativamente, a dar giudizi preconcetti e malsani per annientarti. Allora tutti i tuoi principi sani, sinceri, pieni d'amore se ne vanno a benedire tra il dileggio e lo scherno degli astanti tuoi nemici. Deleteria sorda e cieca società che persisti diabolicamente nell'errare.

                 Leopold Persidi Roma.03-05-2004

 

Lettera Denuncia

Non tralasciate le colonie, salvezza e rifugio di queste povere creature; dove avvengono le più spietate discriminazioni e i più acerrimi conflitti. Qui è evidente il razzismo e lo specismo, non si da tregua alle degne-sensibili persone che difendono, sfamano e hanno cura di questi esseri indifesi. E' l'oltraggio: Che non si addice ad una società, la quale si ritiene civile.

Questa società, come Astured dea