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Le poesie "gattose" di Leopold Persidi |
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LA MIA COLONIA FELINA Come l' Aurora, piange al mattino Il suo figlio morto ucciso d'Achille Così anch' io, piango ogni giorno I miei piccoli amici che non ci sono più. Mi sento più simile a loro e dissimile ai miei simili E se qualcuno di essi soffre e muore, mi addolora Soffre tutto il mio essere e muore una parte di me. Amano incamminarsi dalla colonia- avanti, indietro A me da presso, nella valle del fiume Aniene Giocano, si rincorrono, mi fermo, si fermano Mi muovo, si muovono qualcuno dei più piccoli piange Si sente smarrito, lo chiamo, l'aspetto E poi tutti insieme sostiamo su dei massi di tufo. Seduto, mi salgono sulle spalle, sulle ginocchia, sulla testa, in un abbraccio continuo, si alternano gelosi per ricevere un sussurro,una carezza è una gioia e il tiepido sole del mattino e della sera, che ci riscalda, vedendoci gioisce. Leopold Persidi Roma.10-12-2001 (Vincitrice del secondo premio Concorso Letterario ANNA MARIA SALERNO Roma 2001 - sezione poesia)
UN GATTINO ABBANDONATO Come posso dir di no ad un gattino abbandonato? L' accolgo,lo riscaldo,lo nutro. Mi commuove il pianto accorato, è sempre l'amore che prevale e mi lega, dolce è la magia di questa creatura smarrita profonda è la pietà che mi pervade, resto commosso e felice e come d'incanto mi perdo. Piccola creatura Come visione appari agli occhi miei. Non hai più le tenere cure della tua mamma. Posso abbracciarti,asciugare il tuo pianto, posso nutrirti e consolarti, poi col tempo diventeremo amici in una perfetta affinità. Ora riposa,dormi,sogna beato Sono vicino a te,non sei più solo. Leopold Persidi Roma.29-05-2002 (Premio Speciale Fedeltà, Concorso Letterario ANNA MARIA SALERNO 28-04-2004)
ACCOGLILI Accoglili, non respingerli,non buttarli via, non fagli sentire un secondo abbandono; povere creature sballottate, affidate,adottate,di nuovo respinte e poi lasciate per sempre. E’ l’incoscienza,l’inciviltà dei più, privi d’amore, che mettono queste sfortunate esistenze in mano alla cattiva sorte,che va loro incontro beffarda e senza pietà… Alleata com’è di molti infelici umani è lo scherno del male. Allora è bene esistere per essere accanto a questi compagni di vita misteriosi, che silenziosi aspettano la loro fine e toglierli,con tutto l’amore dalle grinfie delle sofferenze. Amateli date loro affetto incondizionato fate in modo che riconquistano la fiducia e sussurrategli che non tutto è perduto. Stringeteli sul vostro cuore,così sentirete la vostra anima più lieve che sospira, e si libera dal peso degli affanni. In un afflato di puri sentimenti si compendiano gli affetti in una fusione di sogno gioioso. Dormire non svegliarsi in questo mondo perduto è più dolce morire in un abbraccio eterno. Leopold Persidi Roma.08-03-2004.
Amor Per Loro Come Didone,nell'Eneide, conoscendo io stesso il dolore, chi più di me può portare aiuto a questi poveri infelici !?… E' più facile che il sole cambi il suo percorso, ch'io l'amor per loro. Anche se dovessi attraversare la valle della morte, ed affrontare tutte le vicissitudini che vi s’incontrano, difenderò ogni momento, coloro che ho sempre amato. E se pur la morte cavalca il mio destriero, c'è qualcosa in me che non morrà mai. L'animo sensibile si ricorderà di me e condividerà la mia miseria. Leopold Persidi. (30-9-2002)
APPENA NATI Sono due piccoli neonati, la morte li sta ghermendo, non posso fare niente per loro. Non sentono neanche il mio affetto, il mio dolore. Si lamentano, si stanno spegnendo lentamente. Oh deleteria “entità” che ti appropri di due piccole vite appena sbocciate. Hanno ancora gli occhi chiusi, ma il pianto è così accorato, da far fremere le membra. Ingiusta “sorte”, che così tanto ti accanisci contro chi non ti ha mai offeso. Dea di pochi fortunati. Leopold Persidi. Roma-(03-06-2003)
EFRIAM Piccolo gattino nero non volevi esser posato ma, morire sopra la mano del cuore. Poi non contento, ti ho abbracciato e ti ho messo sopra il mio petto. Il cuor mio batteva quasi all’unisono con il tuo piccolo cuoricino affannato, volevi morire così; come volessi sentire i battiti del cuore della tua mamma… Così ti acchetavi, quasi dormivi nella lunga agonia. Tutta la notte sul petto, non volevi essere posato altrove; solo al mattino quasi incosciente, hai trovato riposo sulla poltrona. Si respiravi ancora, senza lamento, poiché dormivi… se pur rapido batteva il tuo cuore man mano affievolito, più lento cedeva, ti consegnava al lungo sonno. Leopold Persidi. (06-07-2003)
PICCOLO Quando ti portano un piccolo Abbandonato, disperso, non discutere! Accettalo subito! Toglilo dalle mani incompetenti, più delle volte mendaci e crudeli. Prendilo tra le tue Mettilo vicino al tuo cuore, fagli sentire con le tue carezze sicurezza, tranquillità. Trasmetti il tuo affetto, tutto il tuo amore, donagli ristoro e conforto, fai in modo che si abbandoni al sonno con un sospiro di sollievo. Hai lenito le sue paure, le sue sofferenze, ma in te rimane trasfusa la gioia e una forte emozione che ti fa piangere. E’ la pietà per queste povere creature che ti fa grande. Riconsolati, lascia agli altri la meschinità. Leopold Persidi Roma. 15-12-2003
(Traduzione in inglese di "Piccolo") A LITTLE ONE When they leave you a little one abandoned, lost, don’t question it! Accept him immediately! Take him out of unqualified hands frequently cruel and dishonenest. Hold him in your hands, put him close toyour heart let him feel safe and peaceful with your hugs. Convey your love, all your love; give him comfort and relief so he can sleep peacefully. You soothed his fears and sufferins but joy transmitted to you now settes in and strong emotions make you weep. Having pity for these poor creatures makes you great. Console yourself; leave cruelty to others! Leopold Persidi Rome Dec.15,2003
Chi avrà cura Quando terminerò il viaggio in questo mondo, chi avrà cura di loro, dei miei piccoli? E d’ora che sono ancora in viaggio, chi si sta prendendo cura di quelli che non conosco? E’ questa la mia grande pena non poterli conoscere ed aiutarli. Ma il mio amore li accoglie tutti in un solo abbraccio e li accompagna sino alla fine. Dove loro andranno io sarò e prenderò a mio carico, tutto il loro dolore, tutte le loro sofferenze. Si dolce sentimento senza pari ricambiato dall’affetto incondizionato. Si grande è la gioia che riempie il mio cuore e l’anima rimane incantata da queste misteriose creature. Chi siete spiriti gentili che vi prendete cura di loro? Oh sventura per quei poveri che nessuno potrà mai portar conforto. Oh fato che ti accanisci contro i miseri che vivono di stenti, malati e senza affetto portali via, non farli più soffrire. Tale è la gioia vivere con loro che sembra di essere in Paradiso. Leopold Persidi .Roma.08-08-2003
Dimenticati Siate generosi buttate gigli a piene mani Sulle tombe dei bambini. “delicato verso di Virgilio” E’ giusto e doveroso! Ma chi si ricorderà, dei miei piccoli amici dimenticati? Tra rovi, pietre di tufo ed erbacce. E’ solo mio il compito di piangerli E a piene mani donare l’affetto, che come un soffio puro e sincero esce dal mio cuore. Sono anche loro bambini. Crescerà nelle loro misere tombe: una bella di notte, un cardo una malva, una margherita. Sono i fiori della pietà, ciclici e spontanei, ed è fiore per loro il mio cuore che mai li dimentica. Piange la mia anima E persino le cose che ci circondano, si mostrano pietose. Gli uccelli a capo chino non cantano più. Regna la commozione, non c’è posto per il sorriso. Leopold Persidi Roma. 08-08-2003
RENDETEMI Rendetemi i miei figli, cosa ne avete fatto? Non sentite i gemiti di queste povere creature, non vedete le loro sofferenze. Se non avete amore, abbiate almeno pietà. Vi scongiuro non vi accanite contro di loro, usate misericordia, poiché nulla vi hanno fatto. Usate forse i stessi riguardi, nei confronti dei vostri nipoti o figli? Mostri di che cosa siete fatti… A quale razza appartenete? Oh sconsolata vita, oh crudele esistenza. Oh snaturata creazione, che hai germogliato e diffuso gli affanni. Il dolore di questi poveri innocenti, è il compagno della mia vita. Non sarò mai assuefatto ai loro lamenti, soffrirò sempre per il loro stato precario, pieno di paure, disagi, di stenti. Si apre l’anima mia per accogliere le loro grida… Tutte le racchiude come cosa cara dolente, ha pietà e piange. Toglietemi il dolore! Curatemi la malattia! Ma se non potete, fatemi morire dolcemente. Se non vi prendete cura di me, come posso aver stima di voi? Questo è quanto desidero anche per loro. Chi lenirà le pene, il dolore, le sofferenze di questi poveri figli? Vorrei che tutto il male d’incanto finisse! E poi, viva contentezza, felicità e gran gioia. Oh uomini dal cuore crudele, sciagurate anime perdute. Leopold Persidi Roma.04-01-2004.
RIUNIRVI Potervi accogliere, sfamare, curare, togliervi dalla strada e fare in modo che voi restiate con me. E’ mio desiderio alleviare le vostre pene, il sogno mio più grande è che voi venite da me senza il travaglio delle sofferenze. Voi sollievo e ristoro dell’anima mia, che nessun crede e dileggia. Aspirazione di annullare tutti i vostri dolori e vivere beati in un desiderato paradiso… Sogno che sprofonda, ove le visioni sono tormentose e i cuori tormentati. La realtà mi angoscia e mi sconvolge, un’amarezza m’invade indifeso per non aver potuto, quasi, far nulla per voi. Una tristezza rimane in me socchiusa con tutte le sue radici e non mi lascia, sin con l’aggiungersi di un’altra. E’ la fine! Povere, povere creature, cosa vi aspetta… Leopold Persidi Roma.24-01-2004.
SI PERDONO Non poterli consolare nella premorte quando svaniscono, ma nel ritrovarli, c’è un sospirato sollievo che diminuisce l’angoscia, poiché erano perduti. Allora i sentimenti mi prendono il cuore per farlo piangere e poi deporlo, sulle misere tombe. Il fato ha voluto e determinato, che le cose si svolgessero così. A volte la morte li coglie esanimi, distesi. A volte i loro corpi sono contorti da una presumibile agonia di dolore. A volte abbracciati a loro stessi come per darsi conforto. Altre volte irriconoscibili, perché consunti dilaniati. Oh precaria condizione di vita per questi infelici. Oh dolorosa esistenza che fa soffrire queste creature che piangono senza lacrime. Leopold Persidi Roma-20-3-2004.
TIENILO STRETTO Tienilo stretto al cuore quando muore un bambino. Si è spenta una luce, appena accesa. Come si può non piangere è la pietà che lo impone, per si fragile creatura. La morte gli ha spezzate le ali, gli ha tolto l’alito della vita. Alcuni dicono di non piangere, la sua anima non sarebbe bene accetta in paradiso. Straziatevi invece, piangete, avete perso il piccolo amore. Leopod Persidi Roma.30-12-2002
VIVERE OGNI GIORNO Vivo ogni giorno con loro con la speranza di viver tanto. Quale pena lasciarli soli senza il mio affetto, dilette creature. Oh feroce sorte che mi privi di questi figli, ti chiedo ancora di restar loro vicino fugga quel giorno inevitabile e triste, perché io li voglio, ancor presso di me. Oh beatitudine nascosta a molti, lievitazione del corpo, misterioso obliarsi, vivere in altra dimensione e perdersi. Se non ci fosse la pietà la sognerei, se non ci fosse la carità, aprirei la porta e lascerei passar la morte. Ma per l’amor ch’è in me direi: si fermi la barca che traghetta il mio corpo e mi sia di sollievo, la speranza di vita, ormai prossima a smarrirsi… Intanto il tempo fugge inaudito e non ascolta. Leopold Persidi Roma. 18-05-2003
Volutamente Disfarsene, scaricarli è facile Basta abbandonarli. E’ una tragedia che aggrava le mie sofferenze Ma rafforza il mio amore per loro. Nessuna cosa mi distoglie Anche se sono immerso in un mare di difficoltà. Ogni giorno come il primo e il seguente Lasciano questi piccoli esseri, volutamente scacciati. Allora è la pietà che vince e dolcemente li accolgo. Eccoli! Sono in uno stato pietoso Pieni di acciacchi e malanni. Piangono, hanno bisogno di cure e di affetto; mentre la società è cosi lontana dalla pietà, il mio amore vince e li accoglie tutti in uno abbraccio. Il mio cuore è colmo di gioia, cosa mi serve tutto l’oro del mondo? Sono in mezzo a loro, sono commosso sino alle lacrime. Fortunato me, che ho incontrato queste dolci creature, non sapete ignari cosa perdete! E’ male per l’anima separarsi dal mondo, e di non aver realizzato, un innocente desiderio. Leopold Persidi Roma.12-0-2003
CONOSCERLI Voi siete l’alba,il tramonto,la luce la verità,la speranza, la vita. Voi siete tutto quel ch’io non sono. Voi siete me,ed io cerco di essere voi. Li ho amati prima di conoscerli e ora che li conosco ancor di più. Affine e simile a loro,prima ch’io nascessi, ci aspettavamo,ci siamo incontrati per non perderci ed affrontare, le spregevoli vicende della vita. Per le strade, per la campagna, per gli anfratti vado in cerca dei miei piccoli smarriti ed incontro altre creature perdute. Evidente nei loro corpi la paura, i disagi,le piaghe, le lacerazioni intime dell’abbandono delle piccole anime che vagano senza speranza. Il cuor mio si stringe, si strazia la mia anima rimane sconvolta,angosciata atterrita da tanto orrore. Inconsolato, resto con loro e piango e dove più acuto è il dolore, il mio cuore si scioglie. Leopold Persidi Roma. 21-02-2004.
GIOIA E CONFORTO Io sono il vostro conforto venite, abbracciate la mia gioia, che cura e lenisce le vostre sofferenze. Attorniatemi vi sfamerò,vi curerò il mio cuore è sicuro rifugio per voi miei piccoli amici. Non vi sentirete più abbandonati, la mia presenza è garanzia di coccole, di sicurezza. Non disperate vi sarò sempre vicino. Portate con voi i vostri amici che non conosco ditegli che c’è chi gli vuole bene. Vi cerco,vi accolgo, vi aspetto!!! Quando incontrate queste creature guardate i loro occhi sofferenti, che implorono:”Dio Dio mio quando mi viene a prendere”… E loro pazienti aspettano abituati come sono nei secoli nella lunga contemplazione dell’eternità. Leopold Persidi Roma. 21-02-2004.
CONSOLAZIONE Malgrado tutte le avversità, “pascere” con loro è grande consolazione, anche se straziato, il mio cuore è colmo di gioia. Mentirei a me stesso, se dicessi di essere felice e avrei rimorso per l’eternità. Lasciatemi piangere non ho vergogna, lascio ad altri la fatua felicità. E’ il mio stato d’animo,non posso cambiare l’evidenza che mi circonda. Sono la mia luce,la mia speranza, la mia tranquillità. Affini alla mia anima e consolatori nei momenti disperati. Ma se tutto il mondo ci trascura, se tutti c’ignorano e nessuno ci ascolta, viene dentro di me un dolore,che lento mi corrode,mi consuma e mi porta a morire; allora non resta che partire. Perdersi nel nulla,in un viaggio senza ritorno. Il tempo fugge “inaudito”. Se assolvete quelli che hanno colpa, che ne sarà degli innocenti? Se mi togliete la spada mentre affronto le dure battaglie della vita, come potrò difendermi? Eppure amico io vi sono sincero e unico. E se non avete cura di me e dei miei piccoli, come posso aver stima di voi? Volete forse che la vostra anima perisca prima che il sole tramonti? Infingardi! Guardatevi pure dal sole, che va a dormire, forse non vedrete l’alba del nuovo giorno. Leopold Persidi Roma 25/31-2003
CREATURE SMARRITE Non avranno mai una tomba nulla che conservi il loro ricordo, creature delicate,sensibili, misteriose… Piene di sofferenze,di dolore, che la mia anima percepisce si commuove e piange. Sperdute chissà d’ove? L’angoscia mi assale, non mi da pace, il dubbio mi uccide più della morte. Una visione disagiata di presumibile tragica fine; i patimenti gli stenti, tutto è senza una risposta. E’ un immagine desolante che mi affligge, mi toglie senza pietà il sonno. Il mio cuore e l’anima trafitti Restano inquieti e muoiono con loro. Tragiche sensazioni,che si addensano come nubi tempestose,che mi agitano, mi tormentano, scacciano dal mio spirito la pace e gridano: "dove siete miei piccoli amici" desidero che una parte di me si smarrisca, con voi,e l’altra resti accanto a quelli che mi sono vicini. Oh irrealizzabile desiderio delle creature perdute, anime morte senza consolazione. Leopold Persidi Roma.30-03-2004.
Frate Francesco Frate Francesco,che nella tua pur breve vita, solo, spoglio,ammalato,dalle stigma afflitto; forse non sai,quanti e quanti nemici ho. E’ per amor di queste povere creature, che fanno parte del creato, vengo sfottuto,vilipeso, calunniato,aggredito; ho rischiato il linciaggio e più volte di morir bruciato per salvare,questi miei piccoli amici. Sghignazzato,escluso,emarginato Dai miei simili che hanno il dono della bestialità. O devo dire ancora,come Tu dicesti, frate Leone:”questa è vera letizia”. Fino a quando dovrò sopportare Le angherie e i soprusi Di questi indegni figli di Dio? Leopold Persidi Roma-6-7-2002
Il Faro Non sono voli della fantasia ma espressioni e sentieri dell’anima. E’ solo un rifugio: Fortunati coloro che approdano in questo sito. Povere creature, ch’è stata tolta da tempo la dignità; qui trovano ristoro e amore rinnovata fiducia verso l’uomo amico, serenità e nuova speranza alla vita. Qui non c’è diversità di specie ma una profonda affinità di sentiti ed elevati affetti. Qui non si esiste ma si vive! Sino all’ultimo respiro,circondati d’amore è la pietà che piange e li accompagna. In questo luogo di carità si nobilita l’uomo e in altri simili, altrove. E’ gioia grande accogliere i pellegrini smarriti. C’è un fremito ,un’ansia, assidua è la preoccupazione ma poi,è il cuor che vince tutte le avversità.. E’ il Faro la luce della speranza Dove beate sono le creature, che vi risiedono. Leopold Persidi (08-10-2003)
N O N E’ T E M P O …. Non è ancora tempo di morire ho tanti piccoli amici da raccogliere. Ci vorrà, poiché nulla si disperda, la morte aspetti e il tempo si dilati. Non posso lasciarli soli hanno bisogno di me ed io di loro. Gioisco e piango ,a secondo gli eventi. Temo e frèmo quando sono a me vicino. Non amo perderli, anche se la sorte accanita si scatena su di loro. Desidero ancor vivere pur affrontando tutti i travagli della vita. Sono la mia vita la mia esistenza. Leopold Persidi. Roma. 27-12-2002
Pace Sia pace e libertà per gli uomini e per tutte le creature. Siano liberi da ogni sopruso e da ogni dolore. Tutti i giorni,tutte le ore, sia sempre Pasqua d’amore,di carità. I cuori puri si elevino commossi. Le anime candite,gioiscano in beatitudine. Aspirazione e speranza dei popoli, sconfitta dagli uomini che non l’amano; sempre in bilico e precaria. Immolata all’altare delle guerre. Pace “autopica”persino la libertà ti combatte Leopold Persidi Roma.05-03-2003
Poveri Poveri Figli Vengono immolati nei cimiteri negli altari,per le messe nere, seviziati,uccisi,come altri animali, nei laboratori di vivisezione. Vengono abbandonati,rifiutati,espulsi; lasciati a morir di stenti in balia dei soprusi, dell’indifferenza,della cattiveria,del sadismo. In ogni luogo:dentro le case, sulle strade, nelle campagne. Con ogni mezzo,viene perpetrato l’olocausto in massa,della specie. Tragico oltraggio!povere creature. Vergogna per noi,che quasi nulla facciamo, per alleviare le loro pene e salvarle dalle morti cruente. Per dileggio del fato,della cattiva sorte, sono in balia di gente infida, astuta e senza scrupoli. Emerge nel sommo delle cose negative, l’acuirsi della cattiveria umana e il degrado della società. Leopold Persidi Roma.06-11-2003
Balilla Tu non sai perché ti chiami Balilla È la nostalgia del tuo amico Mario, di un tempo felice,che non torna più. Il tuo musetto nero, portatore di vivi ricordi dell’infanzia, è un desiderio sfumato di malinconia di rivedere persone e luoghi lontani ormai irraggiungibili. Tu misterioso amico Che susciti le gioie del passato, accarezzato dall’amore dei tuoi affettuosi amici, appagato,assopito dormi e sogni in tutta tranquillità. Leopold Persidi.Roma.25-07-2003.
SENZA RESPIRO Travagliate paure notti insonni, giorni inquieti;per vegliare su di loro. Lotte infide e continue contro coloro che hanno deposto il cuore eleggendo a re la crudeltà. Individui iniqui, che dell’anima hanno avuto solo sentore come qualcosa che a lor non appartiene. Sciagura: Angosciante visione di uomini perduti, che non toccati dall’amor usano oltraggio. C’è a chi il cuor si scioglie con tanto amore, altri il cuor indurisce come creda cotta. Povere creature in balia di tutto il male, che l’uomo scellerato gli affligge. Chi ne avrà cura, che ne sarà di loro dopo di me? Ora tutto è quasi quiete, si respira la pace. E’ sereno stare in mezzo a loro. Scaricate su di me le vostre colpe, le vostre frustrazioni;ma non lasciate che questo piccolo mondo muoia. Se non avete amor per loro, si posi sui vostri cuori, la pietà, la carità e lasciate che vivano. Dio Dio mio! Non permettete che strappino le ali alle farfalle. Farò cose impossibili in modo che gli altri mi credano. Leopold Persidi Roma.30-05-2003
E' Pasqua Sogno un mondo senza guerre Sogno una Pasqua di Resurrezione Senza lo sterminio di massa, consapevole, Di miliardi di poveri animali. Senza l'olocausto,di milioni d' innocenti immolati Mi desto e vedo,ch'è stato soltanto un sogno, la realtà è più spietata , più cruda. Allora mi sento più colpevole e più affranto Poiché,poco e nulla ho fatto Per aiutare queste povere creature. Eppure ci sono sparuti "Animals' Angels, che li accompagnano,nell'ultimo viaggio, verso la morte. Che immane tragedia. Piangete gente dall'animo gentile. Orrore e pietà, mista a vergogna; veder sozzarsi così i miei simili,di efferate crudeltà. Un degradante primato senza fine, ove l'uomo ha perso dignità e senno. Leopold Persidi Roma-12-3-2003
L'Agnello Immolato Dolci occhi pietosi che ispirano tenerezza delicata creatura, che gli uomini malvagi hanno deciso di riservarti,una morte cruenta. E' straziante la paura,il tormento,il grido di dolore quando le tue membra vengono colpite e lacerate,dal tuo carnefice. Una pena mi pervade, un sentimento di profonda sofferenza dell'animo. Il mio dolore diventa eterno poiché infinito è il rinnovarsi dello strazio per queste povere creature. Allora mi viene strappata l'anima e mi sento come nudo. Un vuoto accorato mi trafigge, accasciato,amareggiato,afflitto, porto con me tutto il dolore, tutte le pene di questi innocenti figli. Leopold Persidi ROMA-17-03-2003
Desolazione-Sconforto Accusa! Se
c'è un inferno per i più deboli e per le persone che li tutelano è qui
nella periferia di Roma, come altrove. Avvengono inique e spietate gare di
persecuzioni, per annientare in modo cruento creature indifese e
dissuadere Non ci sono leggi che tengono e tanto meno tutele di enti e uomini di legge.Sempre assenti! Raramente quando intervengono, ti si scagliano contro,perché anche loro figli e vittime di questa società. Non ti risparmiano e ti fanno capire, sfacciatamente, che sei in loro potere e nulla vale la tua ragione e la tua discolpa. Ti intimano di tacere!Ostentano abuso di potere per scoraggiarti, per annientarti e por fine all'amore che uno ha verso questi innocenti esseri, che sono ben 22 milioni di anni davanti a noi."Erano prima che noi fossimo". Parlare a questi individui preposti alla "tutela-farsa", è come parlare a dei bambini di un mese ma viziati- aberranti da anni. Qui domina l'ignoranza, la crudeltà, l'incompetenza, la vigliaccheria; e quel ch'è peggio la non considerazione della pietà, dell'amore verso gli esclusi, gli abbandonati, i dimenticati. Vige la cattiveria assoluta, la non curanza, l'omertà. E' di nuovo Medio-Evo, Inquisizione, Controriforma; domina l'involuzione delle menti e l'offuscamento delle coscienze! Quando mi trovo davanti ad uomini di legge, a dir poco, impreparati, a giudici arroganti impastati di ingiustizia, percepisco di essere milioni di anni luce davanti a loro. Non ci può essere dialogo, per causa loro, e tanto meno aver fiducia; sono già predisposti, infarciti negativamente, a dar giudizi preconcetti e malsani per annientarti. Allora tutti i tuoi principi sani, sinceri, pieni d'amore se ne vanno a benedire tra il dileggio e lo scherno degli astanti tuoi nemici. Deleteria sorda e cieca società che persisti diabolicamente nell'errare. Leopold Persidi Roma.03-05-2004
Lettera Denuncia Non tralasciate le colonie, salvezza e rifugio di queste povere creature; dove avvengono le più spietate discriminazioni e i più acerrimi conflitti. Qui è evidente il razzismo e lo specismo, non si da tregua alle degne-sensibili persone che difendono, sfamano e hanno cura di questi esseri indifesi. E' l'oltraggio: Che non si addice ad una società, la quale si ritiene civile. Questa società, come Astured dea |