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L'alba di una nuova era Inno alla vita |
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di Silvia Mazzoleni
O uomo! A te voglio dedicare questo inno! A te, creatura divina, che vegeti ignara dell’energia cosmica che avvolge e racchiude il tuo essere e l’intera Creazione. Tu sei la creatura più straordinaria e perfetta dell’Opera di Dio, il prediletto della Sua Sapienza, perché “immagine e somiglianza di essa”, ma, ahimè, non ne sei consapevole perché un giorno scambiasti l’Eterno con il Temporale e rendesti così la tua vita infelice. Da quel giorno la tua anima non fa che un continuo peregrinare, sempre in cerca di nuove emozioni per dare un senso alla tua vita. Rincorri con avidità e desiderio di possesso le cose materiali, illudendoti che solo così puoi ottenere la felicità. La tua spasmodica ricerca del piacere ti ha fatto dimenticare che sei stato costruito e programmato per una soddisfazione che va al di là dei sensi e che nulla ti completa e ti soddisfa finché essi saranno orientati solo all’esterno. Dio ha posto nel tuo cuore un’esigenza che può essere colmata solo in un modo e che non corrisponde alle leggi degli appetiti umani. O uomo! quanta desolazione nel tuo cuore ormai diventato arido; calpesti e distruggi tutto ciò che incontri sul tuo cammino: hai avvelenato l’acqua che tu stesso bevi , l’aria che tu stesso respiri, il cibo di cui tu stesso ti nutri. Hai inquinato l’energia cosmica con i tuoi pensieri malsani, crei le guerre e uccidi, uccidi e ancora uccidi. Stai andando contro i comandamenti di Dio e le leggi della Natura che, stanca dei tuoi soprusi, ti si sta rivoltando contro ripagandoti con la tua stessa moneta: alluvioni, terremoti, cicloni. Come le definisci tu? Calamità naturali ?E piangi disperato, ti compatisci pure, chiedendoti: “Perché mai questa punizione? Perché Dio è così crudele?”,e così via. E’ sempre Dio il capro espiatorio delle tue malefatte. A forza di abusare dei sensi, ti stai precludendo ogni possibilità di elevarti a stati di coscienza superiori. Tu uomo! Hai dimenticato di essere solo un inquilino su questo pianeta, tra l’altro anche moroso, perché l’affitto che dovresti pagare è il rispetto per te stesso, per la tua “Casa”, per i tuoi simili e per tutta la Creazione! Ecco, appunto! Parliamo di quegli esseri innocenti che tu definisci animali solo perché privi di favella, ma che sono dotati dello stesso sistema nervoso tuo, che permette loro di sentire le stesse sensazioni tue, sia di dolore che di amore, sia di fame che di sete, di caldo e di freddo. Mi vuoi spiegare una volta per tutte perché ti senti in diritto di uccidere questi tuoi fratelli minori per diletto, ma soprattutto per cibartene? Ora per esempio, con l’arrivo della santa Pasqua, farai come sempre una strage di povere vittime innocenti; ma come fai a rimanere insensibile al grido straziante di dolore che ti proviene da quelle creature indifese solo per soddisfare le esigenze del tuo palato? Forse potrai scusarti dicendo che non le hai uccise tu, ma che hai solamente comprato la loro carne. Ma non capisci? Fino a quando esisteranno i mandatari, ci saranno gli esecutori; quindi, niente scuse! Sicuramente, però, prima di esserti riempito bene lo stomaco, da buon cristiano sarai andato senza ombra di dubbio a messa, dove avrai trovato sostegno per spurgare i tuoi peccati, e così ti sentirai in pace con la tua coscienza. Tu, uomo! Che oggi scendi nelle piazze e proclami il diritto alla pace, non comprendi che solo una grave cecità ti impedisce di vedere la contraddizione in cui cadi, perché tu solo sei causa di ciò che avviene nel mondo. Rispetta la vita e con essa il patrimonio che Dio ti ha affidato affinché tu possa riemergere dalla melma in cui sei affondato, risvegliati dal sonno dell’ignoranza che ti impedisce di scoprire chi realmente sei: tu sei Amore, tu sei Bontà, tu sei Compassione. Realizza te stesso percorrendo il cammino della rettitudine e scoprirai che il mondo è un Giardino incantato dove la convivenza con tutti i suoi abitanti può veramente essere motivo gioioso di vita.
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