Era l'estate del 1976...

 

di Fernando Canton

Caporedattore di Universi

 

Era l'estate del 1976: allora avevo 17 anni. In quel periodo lavoravo presso una ditta di elettricisti, e capitai a fare manutenzione in un macello. Quel giorno toccava ai cavalli essere trasformati in "spezzatino" o "bistecca". Uscivano a gruppi di quattro-cinque per volta, senza porre troppa resistenza, da celle che avevano ospitato, credo, per non più di un giorno o due, accompagnati da un paio di "aguzzini" dai modi spicci di chi ormai il tempo e la routine avevano reso diversi da me e dal mio collega che assistevamo invece per la prima volta a quel triste spettacolo. A rendere rassegnati al proprio destino questi magnifici animali ci avevano pensato probabilmente il lungo ed interminabile viaggio, la fame e la sete patite, le ferite anche imputridite che taluni riportavano soprattutto agli arti, alcune delle quali malamente fasciate, altre tormentate da un nugolo di mosche.

 

Erano insomma ben diversi da quello che la mia (e la nostra, credo) immaginazione fino ad allora mi aveva suggerito. Venivano quindi introdotti in uno stanzone dai muri rivestiti di mattonelle bianche, legati ad anelli fissati al muro, meno uno, che veniva portato verso il centro del capannone, tenuto fermo da un solo addetto, mentre il collega sparava alla tempia, e se colpiva giusto la povera bestia rovinava a terra. Sempre sotto lo sguardo terrorizzato dei suoi compagni di sventura. Veniva immediatamente "uncinato" ad un tendine, issato a testa in giù e sgozzato. Il sangue che, fino a qualche istante prima pulsava nelle vene del "giustiziato", usciva ora copioso e cadeva in grate a terra e quindi scivolava nelle fogne, ma una parte rimaneva sul pavimento. Mentre altri macellai più avanti erano pronti a scuoiare, squartare e svuotare dalle interiora quel povero essere, era il turno di un altro, e così via.

Dovremmo pur mangiare per vivere, pensavo, e ci dovrà pur essere qualcuno che si occupa di questo lavoro e che solo l'abitudine può rendere apatico chi fa questo mestiere. Sono nato e vivo in campagna e sono stato quindi da sempre abituato a vedere la gallina che razzola in cortile, assistere passo passo alla sua trasformazione da gallina razzolante a coscia cotta nel mio piatto pronta ad essere consumata, così pure per un coniglio o un tacchino, ho sentito molte volte lo stridore disperato del maiale del quale in seguito ho degustato le braciole o il salame, molte volte aspettavo il mio turno prima di essere servito in macelleria vicino ad enormi quarti penzolanti appartenuti fino a poco tempo prima ad una mucca, senza troppo scandalizzarmi, ma quella sera, vi assicuro, non ho mangiato "gli ossetti di maiale" che i miei genitori avevano pazientemente arrostito sulla brace. Non sapevo niente di vegetarismo, ma quello a cui avevo appena assistito mi aveva segnato profondamente. Non smisi di mangiare carne, anzi uno o due giorni dopo ricominciai, non mangiai invece mai più carne di cavallo.

 

Vegetariano lo sono diventato tre anni dopo quando conobbi mia moglie, lei lo era appena diventata. Con un "tirocinio" di due anni circa mi sono tolto l'assuefazione alla carne, dapprima le carni rosse e gli insaccati, poi carni bianche e pesce. Da vent'anni vivo (bene) senza consumare "resti" di animali, d'altro canto nostro figlio quindicenne vegetariano lo è dalla nascita, gode di ottima salute e mi ha già superato in altezza. È stato allattato al seno della mamma vegetariana fino a tre anni!

 

Pratico uno sport faticoso come il ciclismo senza sfigurare al cospetto dei miei compagni onnivori, anzi. Mi rivolgo a Voi cari amici lettori che vi prendete a cuore temi come la vivisezione, lo sfruttamento e maltrattamento di animali indifesi, ma magari non siete ancora del tutto diventati, per vari motivi, vegetariani. Vi esorto a farlo magari passando per una libreria ed acquistando uno dei tanti ricettari vegetariani. Penso che un libro di gustose ricette sia sufficiente a trasformare sensibili anime come Voi che amano, rispettano e difendono gli animali (generalmente cani, gatti, animali da laboratorio in genere) in amanti e rispettosi di tutte le creature.

 

Tra l'altro, è bene sottolinearlo, io nutro i miei gatti e cani solamente con gli ottimi prodotti della AMÌ, che mi danno garanzia di qualità e vegetarismo.

 

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