Da un carro bestiame

 

Caro uomo,

… pazzo sarai tu! Tu che ti sei autoproclamato ad immagine e somiglianza di Dio, ed in nome suo hai violentato e ucciso non solo i tuoi simili e le altre specie viventi, ma anche nostra Madre Terra. E ora che fai, ti stupisci davanti alle prevedibili conseguenze che il seme del male, da te coltivato nei secoli incomincia a maturare i suoi amari frutti?

Pensavi forse che rinchiudere delle creature in allevamenti lager, costringendole all’immobilità, snaturandole completamente, fino a mutare la loro alimentazione da vegetariana a cannibale, non avrebbe avuto per te nessuna conseguenza?

Tu che vuoi la tua tavola e la tua pancia piene all’infarto, mentre nella più parte dei mondi i tuoi fratelli muoiono di fame, tu che agisci in nome dell’economia anziché dell’etica, ora non vuoi accettare che il dolore da te partorito ti sia vomitato addosso?

Al posto della mucca divenuta pazza cosa mangerai? Polli alla diossina, maiali cancerogeni?

Ma non ti sorge il dubbio che la scelta di mangiare altri animali non sia quella giusta? I vegetariani vivono e vivono meglio dei carnivori, al sicuro dalla BSE, dal cancro allo stomaco e dall’infarto, lo dicono i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, allora perché continui a divorarci?

Povero pazzo uomo senza umanità, misero Dio senza divino, a forza di cucire male al male ti stai confezionando un immenso sudario!

Questo mio ultimo viaggio verso il mattatoio mi permette di vedere il primo sole, e questa luce azzurrina sopra di me è il cielo? Che splendore!

Non mi stupisco che voi uomini pensiate che il paradiso sia lassù da qualche parte.

E’ questo il carro bestiame? Con questo mezzo avete trasportato tutte le vostre vittime, è stato ideato e costruito per il trasporto di esseri viventi verso tristi destinazioni, è così soffocatamente freddo!

Sono felice che la mia carne sia bruciata e non finisca su una delle tue tavole già stracolme di tutto, e non diventerà moneta sonante per coloro che mi hanno allevata-torturata fino ad ora, io che non solo come animale, ma come femmina sono stata sfruttata: lo stupro dell’inseminazione artificiale, i miei vitellini strappati alle mie mammelle, colme del latte che mi hai derubato.

Sono felice che le mie membra non saranno tranciate e vendute perché morirò solo per morire e non per divenire consumo.

Ora ti saluto caro uomo, l’ultimo della tua specie che vedrò sarà il mio boia, ma non dimenticare le mie parole, il male cucito al male diventa un lungo, pesante sudario, e sotto ci sei tu, povero angelo caduto e impazzito!

 

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