CHIQUITA

 

INDIRIZZO PRINCIPALE: CHIQUITA BRANDS INTERNATIONAL, 250 EAST FIFTH STREET, 45202 CINCINNATI OHIO USA

 

IN ITALIA: CHIQUITA ITALIA  S.P.A., VIA TEMPIO DEL CIELO 3 - 00144 ROMA

 

È presente in 11 Paesi, fattura 5.000 miliardi di lire, e impiega 37.000 persone.

La Chiquita è grande produttrice di frutta e verdura, conosciuta al mondo soprattutto per le banane di cui è la maggior produttrice e venditrice (58% del suo fatturato). Chiquita, Dole, Del Monte riescono ad assicurarsi i due terzi del commercio mondiale di banane ovvero oltre 9.000 miliardi di lire su un totale di 14.000. Il più grande produttore del frutto in questione con il 34% di esportazione mondiale è l’Ecuador, seguono Costa Rica (16%) e Colombia (13%) (dati 1998).

In Nicaragua ed Ecuador ci sono i salari più bassi: da 1,2 a 2,50 dollari al giorno, cioè tra le 2.750 e le 5.500 lire per lavorare anche 14 ore, con straordinari non retribuiti e spesso obbligatori.

La multinazionale è nota per gli attacchi all’ambiente, per la repressione sindacale, per i maltrattamenti dei braccianti, ma soprattutto per la sua aggressività in ambito politico in quanto tiene i governi dei paesi dove ha le sue piantagioni rigidamente sotto controllo. Nel 1953, quando Jacobo Gurmar, presidente del Guatemala, decise di varare una riforma agraria danneggiava Chiquita, venne fatto fuori da un colpo di stato che tutti imputano alla regia di Chiquita. Chiquita obbliga i propri lavoratori a spruzzare pesticidi senza protezione, a volte senz’acqua per potersi lavare. Nel 1995 Chiquita ha chiuso quattro piantagioni: secondo il sindacato locale si è trattato solo di una scelta per indebolire il movimento dei lavoratori, obbligandoli ad abbandonare le terre dove questi abitavano da generazioni con le loro famiglie. La produzione di banane è pure causa di deforestazione in Costa Rica e l’uso dei pesticidi crea impoverimento dei terreni, provocando gravi danni alle acque fluviali e marine.

(Fonte: Equonomia giugno 99 e settembre 99, ed. C.N.M.S.; Altreconomia ottobre 2000)

 

Tratto da: "Mini-Guida al consumo critico e al boicottaggio" distribuita dal Movimento "Gocce di Giustizia"

 

 

Nel suo secolo di vita, l'impresa è stata coinvolta in intrighi internazionali, in scioperi repressi nel sangue, corruzione, scandali e colpi di stato. Ancora oggi passa per essere un'impresa dal pugno di ferro con molti contenziosi aperti con il sindacato e con le popolazioni dei paesi in cui opera. Dal '91 al '99 American Financial Corporation ha pagato oltre tre milioni di dollari al partito repubblicano, aggiudicandosi il quinto posto nel finanziamento ai partiti americani. Approfitta della sua posizione di potere per imporre prezzi molto bassi delle aziende agricole di cui si rifornisce.

Nel 1994, tramite un rapporto al Ministero del lavoro del Costa Rica, il sindacato SITRAP ha denunciato l'esistenza di squadre armate all'interno delle piantagioni e un clima di intimidazione.

Il sindacato ha aggiunto che molte società baleniere, compresa Chiquita, tentano di distruggere i sindacati indipendenti convincendo i lavoratore a iscriversi a sindacati padronali.

Esse licenziano gli attivisti sindacali e li schedano in apposite "liste nere" affinché non possano trovare lavoro in altre piantagioni. Nel 1995 in Honduras, Chiquita ha chiuso quattro piantagioni. Secondo il sindacato locale si è trattato di una scelta compiuta solo per indebolire il movimento dei lavoratori.

Chiquita ha approfittato dei danni provocati dall' uragano Mitch, abbattutosi in America centrale nel 1998, per ricattare i lavoratori con la minaccia della non riapertura delle piantagioni danneggiate e per revocare diritti sindacali ed economici che erano già stati conquistati.

Fonti sindacali rivelano che nelle piantagioni Chiquita si usano pesticidi che l'organizzazione mondiale della sanità classifica come molto pericolosi. Inoltre il sindacato asserisce che certi pesticidi sono erogati con aerei, addirittura mentre c'è gente che lavora in piantagione.L' alta quantità di pesticidi utilizzati nelle piantagioni per la produzione di banane contamina i suoli e i fiumi circostanti avvelenando le acque e uccidendo molte forme di vita.Secondo l'inchiesta del "Cincinnati Enquirer" pubblicata il 3 maggio 1998, in Centro America le filiali di Chiquita usano vari sistemi, compresa la corruzione, per ottenere favori dai governi e per aggirare le leggi che regolamentano il comportamento delle imprese.Nel 1999 varie associazioni europee tra cui il Centro nuovo modello di sviluppo, hanno concordato con COLSIBA, il coordinamento sindacale dei lavoratori bananieri del Centro America, il lancio di una campagna di pressione internazionale per indurre Chiquita a relazioni sindacali più corrette e a garantire ai lavoratori migliori condizioni di lavoro.

 

Altre info all'indirizzo:

http://www.tatavasco.it/altromondo/boycott/chiquita.htm

 

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