AGNELLI

 

INDIRIZZO PRINCIPALE: IFI ISTITUTO FINANZIARIO INDUSTRIALE S.P.A., VIA MARENCO 25 - 10126 TORINO

 

L’IFI è la finanziaria controllata dalla famiglia Agnelli per ‘82%. La Fiat è il gruppo più importante dell’IFI, presente in 66 paesi ed al 34° posto della classifica mondiale delle multinazionali.

Oltre alla Fiat, l’IFI detiene quote di proprietà in vari settori che vanno dall’industria editoriale, al settore delle scarpe, delle automobili, degli aerei, dell’abbigliamento sportivo, dei treni, delle assicurazioni, dei pneumatici, degli alberghi, delle batterie, dei supermercati, degli alimentari, dei servizi turistici, delle acque minerali, dei camion e, purtroppo, anche delle armi tramite lveco. (L'impero Agnelli comprende fabbriche di armi coma la SNIA, BPD, la IVECO e la VALSELLA, produttrice di mine antiuomo).

Oltre a numerose alleanze con gruppi internazionali, quali GeneraI Motors, Renault,Yuejin Motor, Mitsubishi, per qualificare le strategie produttive e commerciali, preme qui ricordare l’intesa raggiunta tra l’Unione dei Concessionari Italiani Fiat e McDonald’s, grazie alla quale la multinazionale americana può aprire nuovi fast foods all’interno delle aree delle concessionarie Fiat.

Nel settore alimentare la famiglia Agnelli conta una partecipazione (4,89%) nel gruppo Danone che è al 288° posto delle multinazionali. Danone, tramite società controllate, trasgredi­sce il codice Oms (Organizzazione mondiale della sanità) sul latte in polvere per l’infanzia e, interpellata da Greenpeace sull’utilizzo di Ogm (Organismi geneticamente modificati), ha manifestato un atteggiamento scarsamente sensibile al problema.

Nell’ottobre del 1998 in Pakistan, presso un cantiere di Impregilo (società costruttrice controllata da Fiat), si è svolta una lotta sindacale finalizzata ad aumenti salariali e indennità di rischio per gli operai che svolgono mansioni pericolose. La dura reazione che ne è seguita ha portato all’arresto e alla tortura di 6 sindacalisti; altri 21 si sono dati alla macchia per sfuggire all’arresto; 45 attivisti sono stati licenziati. A detta della confederazione sindacale pakistana, Impregilo Pakistan ha concordato il suo comportamento con la casa madre.

(Fonte: World Rivers Review, 4/99; Nuova Guida al Consumo critico, Ed. EMI, 2000, pag. 146)

 

Prendendo a pretesto la crisi economica e le difficoltà del mercato automobilistico, nella fabbrica turca di Bursa sono stati licenziati 30 operai al giorno, tutti aderenti all’unico sindacato che non ha sottoscritto un accordo sicuramente sfavorevole con l’Associazione degli Industriali. Fiat se ne è lavata le mani sostenendo che la gestione del personale spetta ai soci turchi.

(Il Manifesto, 20/10/98)

 

In Brasile i dipendenti Fiat sono circa 25.000 e devono subire spesso, da parte dell’azienda, comportamenti antisindacali che arrivano fino al licenziamento degli attivisti e degli scioperanti. Durante lo sciopero di 15.000 lavoratori dello stabilimento di Bettim (Brasile), svoltosi il 29/9/99, la dirigenza della multinazionale torinese ha fatto entrare in fabbrica agenti della sicurezza e della polizia militare che hanno aggredito gli scioperanti e ferito 27 operai. La denuncia viene dai sindacati brasiliani che lamentano anche il licenziamento di 32 lavoratori. Lo sciopero era stato indetto per chiedere aumenti salariali e riduzione dell’orario di lavoro.

(Il Manifesto, 14/10/99)

 

L’azienda chimica Caffaro, del gruppo lFl, è citata da Greenpeace lnternational come un’impresa produttrice di pesticidi che hanno un’elevata capacità di inquinamento (Greenpeace Toxic Site, 2000).

(Fonte: Nuova Guida al Consumo critico, Ed. EMI, 2000, pag. 144-148)

 

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