ADIDAS

 

«(Oltre a Nike)... anche Reebok, e Adidas, sono accusate di essere le principali complici dello sfruttamento dei lavoratori, bambini compresi, in molti paesi del terzo mondo. Di queste multi si sono occupati saltuariamente anche i media; Repubblica del 24 dicembre 1999 riportava anche in prima pagina la notizia con tanto di foto della protesta a Giakarta (Indonesia) di ottomila operai Nike per un aumento di stipendio, attualmente inferiore alle 100.000 lire mensili per 60 ore alla settimana tra colle e solventi, e per protestare contro il licenziamento di 43 operai "rei" d'aver chiesto alla fabbrica un trattamento corretto per gli operai in sciopero a causa del basso salario. Repubblica riporta anche la notizia dei precedenti Nike per l'uso di bambini-schiavi che lavoravano nelle aziende appaltatrici dei suoi prodotti.  Più approfonditamente, L'Express (23-9-99), celebre settimanale francese, ha dedicato 5 pagine al duello commerciale Nike - Adidas, sottolineando come ambedue paghino gli stessi salari ai loro dipendenti indonesiani: la bellezza di circa 63.000 lire mensili (molto meno quindi di quanto affermato da Repubblica), con Adidas che paga 1.500 lire in più rispetto a Nike… Leggete l'etichetta: made in Tailandia, in Hong Kong, in China, in Philippines… paesi non del tutto casuali. 

Inoltre la Nike, assieme a McDonald's, è la maggior promotrice dell'(anti)cultura del simbolo.»

 

Vedi anche:

http://www.tatavasco.it/altromondo/boycott/news_adidas.htm

 

 

Campagna di boicottaggio “Diamo un calcio all'Adidas”

La LAV invita a boicottare Adidas e le altre aziende che usano pelle di canguro per fabbricare scarpe atletiche ed altri articoli: "Alimentano una strage di sette milioni di animali l'anno".

La LAV invita ad iscrivere l'Adidas nella lista dei marchi da non acquistare e da non regalare.

La LAV sostiene, infatti, la campagna "Diamo un calcio all'ADIDAS!", dell'associazione animalista americana Viva!, rilanciando in Italia il boicottaggio contro l'acquisto di scarpe atletiche, guanti da golf, guantoni da baseball e borsette sportive che riportino l'indicazione "pelle di canguro" o "k leather" oppure "rkt", e chiede di sostituire la pelle di canguro con materiali sintetici, come quelli già utilizzati da altre ditte di scarpe sportive. L'Adidas, azienda leader del settore (ricopre il 70% del mercato mondiale), risulta attualmente la maggiore acquirente dell'industria del canguro, seguita da Nike, Reebok, Lotto, Umbro e Kappa.

Negli ultimi anni in Australia i canguri uccisi per rifornire le aziende che producono scarpe atletiche sono stati mediamente 3 milioni all'anno. Ma nel 2001 il numero di vittime è salito a circa 5,5 milioni di canguri e quest'anno a ben 7 milioni, cifra nella quale non sono compresi i numerosi cuccioli che muoiono quando le loro madri sono colpite durante le battute di caccia notturna: i piccoli canguri vengono rimossi dai loro marsupi e massacrati a bastonate dai cacciatori.

"Il paradosso sta nel fatto che se la carne di canguro, il cui impiego per il consumo umano è consentito in Australia sin dal 1980, è generalmente rifiutata, molte persone, italiani inclusi, non si rendono conto che la maggior parte dei gol segnati nei campionati mondiali di calcio sono stati tirati con scarpe realizzate con pelle di canguro - sostiene Simona Cariati, responsabile settore pellicce della LAV - come la famosa scarpa da calcio Predator dell'Adidas, indossata da Alessandro Del Piero della Juventus, David Beckham del Manchester United o Zinedine Zidane del Real Madrid".

Sul sito Internet viene dettagliatamente descritta una delle consuete ed agghiaccianti scene di caccia al canguro, che la LAV vuole far conoscere anche agli italiani: "immagina questo: una madre canguro con il suo bellissimo cucciolo, di notte, nell'entroterra australiano. E' una scena vecchia milioni di anni. Quello che è nuovo è il rombo di una quattroruote. Lei si volta verso il rumore e viene abbagliata da un riflettore. Un fucile spara e un proiettile fa un buco nel suo collo. Lei cade sofferente ed è incapace di proteggere il suo cucciolo, che si ritira nel marsupio per salvarsi. La prima cosa che fa il cacciatore è la ricerca della sacca e, quando sente il cucciolo dentro, lo tira fuori e lo calpesta sulla testa. Il piccolo si contorce in agonia. La madre lotta mentre la sua zampa viene aperta ed inserito dentro un gancio; viene caricata su un camion e muore lentamente. La scena si ripete ogni notte. Questa è la realtà dell'uccisione dei canguri. Ma la strage continua. Ogni negozio, ristorante e locale che vende carne o pelle di canguro contribuisce ad alimentare questo massacro".

 

11.12.2002

Ufficio Stampa LAV   064461325 - 3391742586

www.infolav.org

 

Altre info all'indirizzo:

http://www.savethekangaroo.com/adidas/

http://www.awpc.org.au/

http://www.wlpa.org/

http://www.vivausa.org/campaigns/kangaroo/kangaroo.html

 

CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE SULLE SCARPE

http://www.geocities.com/CapitolHill/1534/scarpecamp.htm

Vedi anche le pagine su Nike e Reebok

 

 

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