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CACCIA E PESCA |
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"Nella caccia non vedo che un atto inumano e sanguinario, degno solamente dei selvaggi e di uomini che conducono una vita senza coscienza." Lev Tolstoj
In Italia - tra mammiferi, insetti, uccelli, pesci, rettili, ecc. - esistono quasi 58.000 specie di animali. E questo numero è destinato naturalmente a crescere con il proseguire delle ricerche faunistiche, sempreché la mano distruttiva dell'uomo ne dia il tempo… Le minacce a tale magnifico patrimonio di vita e biodiversità hanno una comune origine, la pretesa umana di assoggettare la Natura alle proprie esigenze, ma diverse manifestazioni: dall'uccisione per l'alimentazione, al commercio, alla distruzione degli habitat naturali, all'inquinamento, alla caccia, alla pesca, all'antropizzazione dell'ambiente. Il diritto alla vita non è attualmente riconosciuto a nessuna di queste migliaia di specie che vivono con noi, in quanto la fauna è considerata una "risorsa" da sfruttare per le utilità umane. Nemmeno nelle zone protette (Parchi, riserve e simili) gli animali e la natura sono liberi di evolversi. Tutto, infatti, deve passare attraverso quell'arrogante visione antropocentrica con cui si "legittima" ogni abuso dell'uomo sugli altri esseri viventi.
LA CACCIA
Ogni anno oltre 100 milioni di animali, sono vittime di una guerra condotta, per un periodo inferiore a cinque mesi, da un esercito di circa 900 mila cacciatori italiani. Allodole, conigli, cinghiali, volpi, lepri, anatre, caprioli, merli, colombacci, cervi, pernici e tante altre specie, inseguiti, terrorizzati dagli spari, addentati dai cani, attirati con i richiami vivi (uccelli usati come esche), braccati dai cacciatoti nei campi o uccisi dagli stessi nascosti negli appostamenti, finiscono agonizzanti sotto i colpi di potenti fucili automatici. Molti, i più “fortunati”, muoiono quasi subito trafitti da una scarica di pallini; altri rimangono solo feriti e vanno a morire tra atroci sofferenze in luoghi nascosti. Questo è ciò che accade nei nostri boschi e campagne, da settembre a gennaio; una vera e propria strage compiuta da chi, per mero divertimento, imbraccia un fucile e distrugge la vita. I cacciatori, pur di difendersi, sostengono di essere loro i veri amanti della natura e che la vera causa della morte degli animali è l’inquinamento, l’uso dei pesticidi, la cementificazione ... Ma, allora, perché non fermare la caccia per salvare la fauna superstite? In realtà la caccia, oltre che un’attività immorale ed eticamente inaccettabile, è il principale e più efferato autore della distruzione della fauna e la fonte di moltissimi danni: provoca l’estinzione generale o locale di alcune specie o la rarefazione di altre, altera gli equilibri ecologici naturali, aiuta a diffondere malattie, causa il saturnismo (avvelenamento da piombo degli uccelli che ingeriscono i pallini) e gravi sofferenze agli animali feriti, ed è occasione di delitti e incidenti con perdite anche di vite umane. La caccia, oggi, è un’attività che non ha più alcun motivo di esistere, uno “sport” (dove il vincitore è sempre lo stesso...) sanguinario e barbaro. Dietro la caccia si sono formati enormi interessi economici. Nonostante il numero dei cacciatori sia diminuito negli ultimi anni, il giro d’affari annuo è di oltre 3.300 miliardi di lire. Molte associazioni venatorie percepiscono fondi pubblici erogati dallo Stato ai sensi della attuale legge sulla caccia. Sono questi i veri motivi di una difesa tanto agguerrita della caccia! Ecco perché il Parlamento, le Regioni e le Amministrazioni locali sono così sensibili alle richieste dell’elettorato venatorio!
Tratto dal sito della LAV
BASTA CON LA CACCIA! Un sondaggio di opinione sulla caccia è stato commissionato alla ditta TNS Abacus s.p.a. dalle associazioni Animalisti Italiani, DeA, LAC, LAV e LIPU ed eseguito il 27 febbraio 2003. Alla domanda "È favorevole all'abolizione della caccia?" il 72% ha risposto sì, il 22% no e il 6% non so. l sì è rappresentato dal 76% delle donne, il 77% nel Sud e isole, il 78% dei laureati e l'83% dei dirigenti e liberi professionisti. Alla domanda "In caso di referendum andrebbe a votare?" l'81% ha risposto sì, il 14% no e il 5% non so. Il sondaggio è stato reso noto in una conferenza stampa che il 19 settembre le cinque associazioni hanno tenuto a Roma, a cui hanno partecipato Carlo Consiglio per la LAC, Ennio Bonfanti per la LAV, Danilo Selvaggi per la LIPU, Walter Caporale per gli Animalisti Italiani, nonché Alfonso Pecoraro Scanio per i Verdi. Le associazioni hanno di nuovo sottolineato l'inaccettabilità della deregulation sulla caccia che si sta preparando in Parlamento con le 9 proposte di legge, ed hanno avvertito che se la legge 157/1992 verrà modificata in senso peggiorativo, le associazioni stesse valuteranno la possibilità di ricorrere di nuovo al referendum, il cui esito dovrebbe essere scontato, dati i risultati del sondaggio. Carlo Consiglio ha anche sottolineato l'incompatibilità di un eventuale prolungamento della stagione venatoria con la direttiva europea sulla conservazione degli uccelli selvatici, ed ha illustrato a tale scopo le date di fine della riproduzione e della dipendenza e di inizio della migrazione delle diverse specie cacciabili, come risultano da uno studio di Fraticelli & Montemaggiori (2003). Scarica il sondaggio (120 KB)
Tratto dal sito della LAC
Censimento degli incidenti di caccia Ogni anno oltre ai milioni di animali che perdono la vita a causa di chi ama passare il tempo libero ad ammazzare il prossimo più indifeso, anche molte persone muoiono o rimangono seriamente ferite. La maggior parte di queste sono cacciatori, ma tante altre, semplicemente, si trovano a passare in vere e proprie "zone di guerra" pensando ingenuamente si tratti di posti tranquilli dove passeggiare in mezzo alla natura o raccogliere funghi. Altre persone ancora hanno rischiato di venire impallinate nel proprio giardino di casa. Se vuoi farti un'idea più chiara della pericolosità, non soltanto per i non-umani, di quest'anacronistica e vergognosa "attività", visita i seguenti link:
- LA CACCIA ALL'UOMO da www.gondrano.it - DI CACCIA SI MUORE da www.abolizionecaccia.it
Leggi le "Leggende agro-silvo-pastorali" di Filippo Schillaci:
- Prima leggenda: i cacciatori difensori degli agricoltori - Seconda leggenda: i cacciatori rispettosi dell'ambiente
- Leggi anche gli altri interessanti articoli sulla caccia, e non soltanto, nel sito di Gondrano.
LA CACCIA IN SARDEGNA
La Sardegna è annoverata tra le regioni peggiori, per numero di cacciatori, attività di bracconaggio, leggi a favore della caccia, diffusione di bocconi avvelenati, insieme a: Toscana, Lazio, Lombardia, Emilia, Romagna, Veneto, Umbria e Marche.
Cacciatori in percentuale, divisi per regione
Fonte: ANSA, 31 agosto 2002
Leggi i comunicati stampa della LAC sulla caccia a Febbraio in Sardegna:
- CACCIA A FEBBRAIO: LE ASSOCIAZIONI VENATORIE, MONOTONE, CI RIPROVANO….. (14 gennaio 2004) - RICORSO CONTRO LA CACCIA IN DEROGA (13 Febbraio 2004)
- Calendario venatorio della Regione Sardegna 2003/2004
Vai alla sezione Normativa per le leggi sulla caccia in Sardegna
Link importanti: http://www.cacciailcacciatore.org http://www.abolizionecaccia.it http://www.banlegholdtraps.com
Proposta di un nuovo Referendum sulla caccia - www.progettogaia.it I Partiti del centro-destra hanno avanzato una serie di proposte per la modifica della Legge 157/92 (tutela degli animali selvatici e disciplina della caccia), queste modifiche sono tali da svuotare di significato l'intera legge. Si dicono contrari a quelle proposte tutte le organizzazioni animaliste, ambientaliste e tutte le formazioni politiche di centro-sinistra. Anche la Lav e il Wwf hanno organizzato grandi campagne di raccolta firme in difesa della 157, tutti dichiarano che si impegneranno seriamente per impedire le modifiche annunciate... ma nessuno dice come, sopratutto nessuno ricorda che la maggioranza ha i numeri per far passare tutte le leggi che vuole... c'è bisogno di fare degli esempi? Allora, quante possibilità abbiamo di impedire la liberalizzazione totale della caccia giocando la partita solo in Parlamento? Noi suggeriamo la formazione di un COMITATO PROMOTORE che organizzi un Referendum Nazionale per l'Abolizione della Caccia! E' ora che qualcuno si renda conto che l'Italia non è un'azienda privata e che esiste, in Italia, anche una popolazione, la quale per circa il 90% è del tutto contraria alla guerra (anche) contro le varie forme di vita diverse dalla nostra, sopratutto quando si spara con il solo scopo di divertirsi! Per aderire clicca qui
Firma le petizioni contro la caccia della LAV
Leggi i seguenti articoli: - CACCIA ALLA VOLPE INGLESE E LOBBY POLITICA TRASVERSALE ITALIANA (Idee per una lobby politica animalista sull'esempio anglosassone) - di Paolo Ricci - SE LA CACCIA FOSSE UN LAVORO - di Filippo Schillaci
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